Un blog per uno sport...

Tabudoping.it si rivolge a tutti gli sportivi ed incentiva a fare sport ad alti livelli senza ricorrere al doping.
Ideato da Maurizio Marchetti (Patrocinio del ministero della Salute al Progetto Maglia Etica Antidoping).
Ex ciclista professionista, vuole imporsi nella rete anche come punto di riferimento per chi si avvicina per la prima volta allo sport professionistico.
Progetto: La scuola unico antidoto al doping - Articoli Maglia Etica Antidoping
Il Curriculum di Maurizio Marchetti

 


 

 

 

  by Maurizio Marchetti

 

Archive for ottobre, 2010

WORLD ANTI-DOPING AGENCY: play true

Montreal, september 11, 2006
Mr. Maurizio Marchetti
Via strada Vecchia  04018 Sezze (LT) Italy

Dear Mr. Marchetti,
Mr. Richard Pound, Chairman of the World Anti-Doping Agency (WADA), was verypleased to receive your letter regarding your anti-doping education activies in the Lazio region, and has requested that I respond on his behalf.
Please accept WADA’s sincere congratulations on your anti-doping efforts. WADA’s EducationDepartment is a strongbeliever in the value of sarin in-person accounts of the conseguences of doping in sport Because it appears to be such a significant and effective means of conveyng the anti-doping message, the Education Department wants toencourage WADA’s stakeholders to make similar efforts in arrangig for individuals with powerful human stories about doping to address groups of all kinds (children,parents, atlete of all levels, coaches, medical staff, support personnel, sports team managers, and media)  about the profondly negative impact of doping in sport.
We would be pleased to consider some formo f collaboration that wouldresult in extending the anti-doping message to students of all ages in schools throughout Italy, as well a sto other target groups. Meantime, and in order to assist us in determining what form any such collaboration might take, i would be very grateful if  you would consider providing me with additional, detalied information (if at all possible, in English or in French) regarding the format and the contento f  the presentation that you have already made at which you have spoken.
Thank you again form your continued interest in and your positive contribution to the fight agaist doping in sport.  I look forward to hearing from you.
Yours trouly,
Julie Carter  Director-Education

cc:       David Howman, Director General
           Richard W. POund, Chairman

Aeroplanino di carta: ANNO 16-NUMERO 50- APRILE 2008

Sono passati undici anni da quando Maurizio Marchetti, reagendo alla generalizzazione che tutti i corridori ciclisti fossero dei dopati, si impose all’attenzione dei media con una memorabile, lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, chiedendo che i suoi valori ematici fossero controllati e poi resi pubblici. Immediatamente la sua carriera è finita, perché nessuna squadra ha più voluto ingaggiarlo. Allora ha lasciato il ciclismo e da quel momento gira su e giù per l’Italia spiegando la sua avventura.  Da Sezze Romano in provincia di Latina, dove abita, lo abbiamo fatto venire appositamente a Milano, per raccontarci quel che gli era successo e per metterci in guardia sui pericoli del doping. Era accompagnato da Fabio Provera, giornalista dell’ANSA esperto in cose di ciclismo

Incontro con l’ex ciclista Maurizio Marchetti, impegnato contro il doping. Istituto Salesiano Sant’Ambrogio, Via Copernico 9, dalle 15 alle 16.30

In visita ad Aprilia con il suo progetto di educazione allo sport l’ex ciclista Marchetti
Insegnare l’ educazione e la lealtà nel mondo dello sport. Ecco l’obiettivo che si è proposto l’ex ciclista professionista Maurizio Marchetti, il quale con numerosissimi incontri in moltissime scuole della provincia, incontra gli adolescenti delle scuole superiori facendogli vedere la  “faccia pulita” che ciclicamente viene infangata da un cosa: il doping. La storia sportiva  di Marchetti è quella del classico giovane innamorato del pedale e che, grazie alle sue capacità, comincia a fare incetta di successi nel mondo ciclistico dilettantistico: su tutte le vittorie conseguite spicca quella ottenuta nel 1988 nella classica dei dilettanti, la gara del Blockhaus,ottenuto con il team “GS Montegranaro Traittor” Maurizio approda al ciclismo professionistico nel 1996 con il team  “San Marco Group” di Flavio Giupponi; a causa di problemi economici il gruppo chiuse e Marchetti viene ingaggiato da Marino Basso del gruppo”Ideal”. Levento che segnerà la carriera sportiva e la vita di Marchetti avviene tra il 1996 ed il 1997: a seguito di un convegno dei dottori del ciclismo, Maurizio si ritiene offeso da alcune dichiarazioni e decide di sottoporsi a delle analisi per poi renderle pubbliche. Come da lui stesso dichiarato, questo gesto ammirevole viene probabilmente travisato dal mondo del ciclismo, infatti il contratto non verrà rinnovato nel 1997 e da quell’anno viene emarginato dal ciclismo nazionale. Il gesto di maurizio lo rende grande come atleta e come uomo, ma la sua opera non finisce qui: come già detto nell’icipit, Marchetti decide di andare in tutte le scuole per far si che i ragazzi siano a conoscenza della sua storia,infatti uno dei suoi progetti più fruttuosi sotto il punto di vista umano (non poche furono le tesine scolastiche dedicate all’argomento) si chiama proprio “La scuola unico antidoto serio al doping”. Il ciclista- professore, appellativo che si è meritato nell’ ambiente didattico, ha poi il merito di aver innescato la manifestazione pacifica avvenuta all’Esquilino nel 2004,ad opera del liceo classico “Albertelli”: i ragazzi sfilarono in bicicletta per tutta la mattinata, chiamando l’evento “A ruota libera…  dal doping”.Per quanto concerne le scuole apriliane Maurizio effettua convegnied incontri ciclicamente, grazie anche alla disponibilità del corpo insegnante e del Preside G.B. Galassi  dell’Istituto Carlo eNello Rosselli”. Gli incontri vertono sulla storia di maurizio, il quale fornisce a tutti i partecipanti del materiale (il quale consiste in articoli di giornale riguardanti la sua “situazione”) e spesso mostra alcuni clip che lo riguardano. Il motivo che spinge Maurizio a girare per le scuole nazionali e a presenziare ad alcuni eventi contro il doping è il puro amore per lo sport… Perché in fondo la vera sostanza dopante è la passione per ciò che si fa. Si ringraziano per le informazioni il Prof. Raffaele Salonia e il sig. Maurizio Marchetti.

Matteo Munno

L’ex ciclista professionista di Sezze ha tenuto una relazione agli studenti delle classi quinte dell’istituto superiore di via del lido.

Il liceo scientifico Grassi di Latina, guidato dal dirigente scolastico professoressa Senerchia, è da sempre attento a promuovere lo sport come sano stile di vita e a favorire la creazione di una cultura motoria e sportiva che non vuol dire solo aquisire le abilità delle singole discipline sportive e conoscerne le regole, ma significa anche saper rispettare e utilizzare in modo intelligente il corpo, riconoscerne i limiti nella ricerca di prestazioni e risultati brillanti, sapersi adattare alle diverse situazioni ambientali e psicologiche in cui si agisce, relazionarsi in modo positivo con gli altri, acquisire un corretto comportamento competitivo, sia come protagonista che come spettatore. All’interno di questa filosofia educativa, l’Istituto ha organizzato recentemente un incontro di approfondimento per le studentesse e gli studenti sul tema del doping nello sport con Maurizio Marchetti, ciclista antidoping di Sezze, molto noto in campo nazionale per le sue battaglie moralizzatrici. Per aiutare i ragazzi riappropriarsi dei veri valori dell’attività sportiva e a possedere gli strumenti per conoscere e interpretare i fenomeni di uno sport di vertice che non è sempre un esempio da imitare, occorre lo sforzo di tutti: insegnanti, genitori, dirigenti sportivi e allenatori e società sportive. Protagonista d’eccellenza Maurizio Marchetti un ex ciclista professionista che scuotendo le coscienze dell’ambiente sportivo ha portato la propria testimonianza di campione  pulito
PAOLO  IANNUCCELLI

CIOCIARIA OGGI: I medici sportivi parlano di doping

Domani si svolgerà alle ore 16.30, presso il liceo scientifico di Ceccano, un incontro sul problema del << doping nello sport>>, che farà seguito a quello tenutosi il 27 marzo presso l’I.T.C. <<Medaglia d’oro>> di Cassino. Il Ministero dell’ istruzione, in collaborazione con il Comitato Provinciale della Federazione Italiana Medici Sportivi,organizza queste     conferenze – dibattito al fine di fornire agli operatori sportivi scolastici una corretta informazione sulle problematiche che derivano dall’uso di queste sostanze. Relatore di questo incontro sarà il Presidente Provinciale della F.I.M.S. Pasquale Tamburrini, con la partecipazione dell’ex ciclista professionista Maurizio Marchetti.   Quest’ultimo da circa sei anni si sta impegnando nella lotta contro il doping, attraverso incontri con gli studenti dei diversi istituti della capitale, e non solo. Infatti ultimamente l’iniziativa sta interessando anche la nostra Provincia. Il progetto <<La scuola unico antidoto al doping>> che viene portato avanti da Marchetti con un autentico Tour nelle scuole. Attraverso dibattiti, lezioni ed anche compiti in classe si vuol far capire ai ragazzi che non c’è bisogno di            << barare>> per ottenere degli ottimi risultati nello sport. L’obbiettivo è cercare di gettare le basi per creare una nuova mentalità, non solo per il presente ma anche per il futuro, in modo da sconfiggere il fenomeno dell’assunzione di queste sostanze. Presidi e Insegnanti delle scuole delle scuole coinvolte sono entusiasti di tale iniziativa, e lo scottante tema srà inserito nel prossimo programma di studi.

Angelo Manetta e Fernando Cataldi
Maurizio Marchetti è, o meglio è stato, un ciclista professionista, vincitore di alcuni premi prestigiosi, come il Blockhaus. IL vero successo ottenuto è nato paradossalmente da una sconfitta, e consiste nella sua vittoria sul doping. Nel 1996 allo scoppio di un clamoroso scandalo sull’uso di sostanze dopanti da parte dei ciclisti. Fu cosi che pensò di rispondere su “La Gazzetta dello sport”, ad un articolo apparso su La Gazzetta Sportiva offrendosi di sua spontanea volontà di pubblicare periodicamente i propri valori ematici. Ha deciso di intraprendere una campagna di sensibilizzazione sul doping nelle scuole, facendo molto parlare di sé. E noi studenti del Liceo Classico “G. Carducci” di Cassino siamo fra i ragazzi che hanno avuto l’opportunità di assistere alle sue lezioni. Marchetti, oltre a parlarci dell’uso di droghe nello sport e i suoi danni, dal punto di vista scientifico, ci ha raccontato con l’aiuto di frammenti di programmi televisivi interessatisi a lui, la sua lotta solitaria per rimanere “pulito” e ridare dignità e coraggio a tutti coloro che come lui credono ancora nei valori dello sport, perché “doping significa drogarsi nello sport, ma c è anche un altro significato: imbrogliare”.

Al  <<Al Pacinotti>> lezione di antidoping
Ormai sono in tanti gli studenti romani che conoscono Maurizio Marchetti. L’ex ciclista professionista che in attività mise a disposizione i suoi dati ematici quando erano in pochi a volerlo (o poterlo) fare, da qualche mese fa il giro delle scuole di Roma promuovendo dibattiti, lezioni e compiti dal titolo <<La scuola l’unico antidoto serio al doping>>. L’iniziativa si propone di far riflettere gli studenti di alcune scuole capitoline sul pericolo del doping nello sport, a tutti i livelli, e sviluppare una nuova cultura sportiva, quella che si allontana all’idea del risultato a tutti i costi. Nei giorni scorsi anche all’istituto <<Pacinotti>>, al Nomentano, si è discusso di tutto questo, tra dibattito e lettura dei temi. Che il doping sia un tema sentito più di quando si pensi, che non sia solo <<roba>> o problema da campioni, ma investa anche diversi livelli dello sport, dal ragazzino all’amatore, lo dimostrano i tanti elaborati da loro prodotti e la pioggia di domande che sommerge chi interviene. Ma per quanto interessati e consapevoli che i farmaci non sono la strada migliore, tutti si pongono degli interrogativi: <<Per quale motivo se ne fa uso, pur sapendo che questi prodotti fanno male?>>.E ancora: <<Perché dire no, se i modelli che ci propinano i media ogni giorno ci portano sempre in questa direzione?>>. O anche cosa si può fare per debellare un fenomeno cosi ampio che ha alle spalle un giro economico di proporzioni pazzesche?>> E infine: <<Come possiamo prendere conoscenza di questo fenomeno se i giornali e le televisioni continuano a chiamare “Campioni” personaggi che hanno fatto le loro fortune grazie al doping?>>, Domande che hanno messo in imbarazzo chi doveva spiegare loro che purtroppo le cose vanno cosi, ma che la chimera della <<pozione magica>> non sempre porta al risultato e al guadagno facile, mentre sono certi i danni fisici. E che se si vuole debellare questa piaga, non bisogna intervenire solo con sanzioni più pesanti, ma bisogna far crescere una cultura dello sport pulito tra i banchi di scuola.
La lezione è stata anche l’occasione per lo sfogo di Eugenio Feliziani. Lui è uno studente dell’Istituto Pacinotti, ma è anche uno di quei ragazzi che ha scelto uno sport <<minore>>, come la danza sul ghiaccio e che dopo anni di sacrifici si è dovuto arrendere. <<Per cercare di arrivare ad alti livelli mi sono impegnato a fondo, mi sono allenato per cinque ore al giorno per cinque volte a settimana. Mi sono pagato da solo le trasferte e i controlli medici, come tanti altri ragazzi e ragazze che praticano il mio sport. L’ho sempre fatto volentieri,ma poi, quando inciampi in un infortunio, chi ti da una mano? Chi pratica il calcio è seguito scrupolosamente, chi invece fa uno sport minore come il mio viene lasciato
alla deriva. Bisognerebbe fare qualcosa non siamo atleti di serie B>> Si può dare torto al suo sfogo?
Flavio Meloni

ROMA- Sensibilizzare, educare, informare. E non solo reprimere. La piaga del doping non colpisce solo gli atleti di vertice, non tocca solo quei campioni che conoscono l’infamia quando sono sbattuti in prima pagina. La piaga del doping è anche quella che si allarga sempre più verso gli strati più giovani della pratica sportiva e per questo anche più vulnerabili degli stessi big che si fanno incantare dalle lusinghe della pasticca magica o della fiala che risolve tutto. La battaglia si combatte in trincea ma è nella scuola che vengono gettate le basi per creare una nuova mentalità che domani o dopodomani possa arginare il fenomeno dell’assunzione delle sostanze proibite, della ricerca al risultato facile e al muscolo bello e lucente. C’è però da qualche tempo la voglia diffusa, soprattutto tra i giovani, di voltar pagina, costruire una coscienza nuova a dispetto dai casi clamorosi di campioni dopati che purtroppo incominciano a fare sempre meno notizia. La speranza è la scuola. Dopo le iniziative lanciate dall’Università di Tor Vergata, che con la facoltà di medicina ha aperto un’osservatorio permanente sul fenomeno doping, anche la scuola sta per scendere in campo contro il doping e c’è già chi propone di inserire il tema doping nel prossimo programma di studi. Promotore dell’iniziativa è Maurizio Marchetti, uno dal passato da ciclista con qualche successo tra i dilettanti senza molto successo tra i professionisti. Marchetti sta battendo molte scuole di Roma, riscuotendo l’interesse degli studenti e quello che più conta in questa fase anche il consenso degli insegnanti. <<Ho cominciato qualche mese fa contattando alcuni istituti-dice Marchetti- E i presidi mi hanno dato la massima disponibilità convincendomi a coinvolgere sempre di più il maggior numero di scuole coinvolgendo una trentina di scuole
Franco Fava

Informazione e discussione su farmaci proibiti e sport nei licei romani – Entusiasti i professori   <<Un tema da inserire nel prossimo programma di studi>>
La speranza è la scuola. Purtroppo lo sport di alto livello riesce sempre più raramente a dare prova di grande coraggio nelle lotta contro il doping. E allora ecco che la battaglia contro i bari, gli imbroglioni, gli stregoni che mettono in pericolo la salute di chi fa sport, deve cominciare tra giovani e giovanissimi. Qui la mentalità del risultato a tutti i costi, dell’inevitabilità dell’aiuto farmacologico (figuri esso nelle liste dei prodotti vietati o no) può essere affrontata a viso aperto con più probabilità di successo. Anche questa convinzione ha convinto Maurizio Marchetti a spendere il suo tempo parlando del doping e di come combatterlo nelle scuole di Roma. Da novembre è nato cosi un progetto che non è rimasto sulla carta: <<La scuola unico antidoto serio al doping>.  L’età scolare è quella in cui si decide di fare attività in modo serio, per questo vorrei far capire ai ragazzi che non c’è bisogno di “barare” con il doping per ottenere risultati. Non è la prima volta che si discute di doping e antidoping nelle scuole romane. Di recente anche il comune capitolino ha realizzato un’iniziativa che ha coinvolto diversi istituti. E il grande successo del nuovo tentativo di informazione e prevenzione è testimoniata dall’accoglienza degli stessi insegnanti. <<U’iniziativa importante. Vorremmo che il prossimo anno entrasse a far parte del programma di studio>>.
Flavio meloni