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Tabudoping.it si rivolge a tutti gli sportivi ed incentiva a fare sport ad alti livelli senza ricorrere al doping.
Ideato da Maurizio Marchetti (Patrocinio del ministero della Salute al Progetto Maglia Etica Antidoping).
Ex ciclista professionista, vuole imporsi nella rete anche come punto di riferimento per chi si avvicina per la prima volta allo sport professionistico.
Progetto: La scuola unico antidoto al doping - Articoli Maglia Etica Antidoping
Il Curriculum di Maurizio Marchetti

 


 

 

 

  by Maurizio Marchetti

 

Archive for novembre, 2010

Manifestazione in bici all’Esquilino promossa dal Liceo Classico  “ Pilo Albertelli”

Il quartiere Esquilino ha fatto da scenario, il 26 Novembre scorso alla manifestazione “A ruota libera dal doping”, una passeggiata in bici che ha attraversato il quartiere multietnico della capitale a cui ha partecipato anche il Presidente del I Municipio, Giuseppe Lubefaro.

L’iniziativa organizzata dai ragazzi del Liceo Classico Pilo Albertelli, ha avuto il patrcinio del Comune di Roma, della Provincia di Roma, dal primo Municipio di Roma Centro Storico e della Gazzetta dello Sport.

La manifestazione ha rappresentato il momento conclusivo di una serie di lezioni informative tenute in classe sul tema della nocività delle sostanze dopanti.   Gli incontri sono stati coordinati da Maurizio Marchetti, ex ciclista professionista e consulente sportivo scolastico, rievocando pagine più o meno note dell’ agonismo sportivo.

Scopo della  “pedalata”: sensibilizzare i giovani ai valori dell’attività sportiva praticata nel rispetto della salute, dell’organismo sano e leale della legalità.

V. G.

Durante la mattinata del 3/11/2004 si sono riunite nell’aula di fisica numerosi classi del liceo classico “Pilo Albertelli”, per assistere ad una conferenza sul doping tenuta da Maurizio Marchetti, ex ciclista professionista. I ragazzi osservano le immagini della TV, chi più attento chi meno, sullo schermo scorre un video realizzato dallo stesso Marchetti, attimi in cui rivela ai giornalisti che è “pulito”, o momenti che fanno vedere gli scandali doping più conosciuti. Poi ci si sposta in aula Magna e tra gli alunni si passano degli articoli (casi di doping o scuole che hanno partecipato all’iniziativa di Marchetti) e cosi inizia lui stesso a parlare.   Comincia a spiegare le cause che portano a doparsi e le origini di queste sostanze che aumentano le prestazioni fisiche, in uso già nelle antiche olimpiadi  greche dove gli atleti masticavano una particolare specie di fungo.  E infine, si arriva alla sua storia: un uomo pulito, le sue analisi parlano chiaro, termina ricordando che il 27 Novembre si svolgerà la giornata “A ruota libera dal doping” e rispondendo alle domande degli alunni. Purtroppo le mani alzate sono poche e i professori si chiedono:    << Avranno ascoltato o ne hanno approfittato per perdere due ore di lezione? >>. Io credo che gli ascoltatori non siano stati pochi e trovo l’iniziativa di Maurizio Marchetti veramente utile. Alcuni adulti credono che non abbiamo l’età adatta per affrontare questi argomenti, ma si sbagliano perché chi tra noi fa sport un giorno potrebbe pensare “E’ solo una pillola, i miei amici la prendono sempre e non gli è mai accaduto nulla”. La prima volta è sempre cosi, con qualcuno che vuole solo provare e poi, magari non prendere più niente. Ma ormai la strada sbagliata è stata imboccata ed è impossibile tornare indietro. Si perché il doping è una drga che provoca dipendenza e anche peggio: cancro al fegato, attacchi cardiaci, fenomeni psicotici e paranoici, insonnia e infine la morte. E tutto questo per cosa?  Per avere una buona immagine da dare agli sponsor e ai tifosi, per vincere le proprie paure e sentirsi “perfetto” ma, alla base di tutto c’è sempre il “Dio denaro” senza cui l’uomo non può vivere.  Contando poi, che a questo punto lo sport non esiste più: tutto ruota intorno alla fama e, accanto ai dopati i “puliti” sono veramente pochi . Ma a questo punto chi preferiamo: un ragazzo imbottito dai farmaci che vince o un altro che ce la fa con le sue forze ma perde?          Io  scelgo il secondo.

Irene  R.

La mattina del tre Novembre 2004 si è svolta una conferenza nell’aula Magna della nostra scuola. E’ stata tenuta dall’ex ciclista professionista Maurizio Marchetti, che da anni lotta contro il doping e cerca di farlo attraverso i ragazzi, con il suo progetto “ La Scuola unico antidoto serio al doping “. Marchetti organizza incontri nelle scuole del Lazio promuovendo la sua iniziativa ed è arrivato anche al Pilo Albertelli. La conferenza si è prolungata per circa due ore. In primo tempo ciha mostrato dei filmati televisivi che ci hanno spiegato la sua storia lui che nel 1996, aveva la possibilità di ottenere un altro anno di contratto da professionista, ha dovuto rinunciare. Ci ha raccontato che, abbandonato lo sport, ha deciso di combattere il problema del doping direttamente dalle radici. Era infatti necessario sensibilizzare i giovani, perché sono loro che rappresentano lo sport di domani. Purtroppo i ragazzi non conoscono realmente le conseguenze di queste sostanze “miracolose”.

Marchetti ce le ha elencate: è vero che alcune sostanze possono promuovere lo sviluppo della muscolatura, o annullare il sintomo fisiologico della fatica o migliorare l’ossigenazione del sangue, ma come si spiega la morte improvvisa di qualche atleta nel corso di una competizione o i decessi di sportivi ancora in giovane età’?  Overdose, ci ha detto l’ex ciclista. Ed ha ascoltato le nostre domande, rispondendo chiaramente e cancellando ogni nostro dubbio sul fatto che il doping, oltre ad essere illegale, può rivelarsi molto pericoloso.

Io penso che gli studenti dell’Albertelli abbiano accolto interessati l’appello di Marchetti. Molti di loro sono già atleti professionisti ed è bene che inizino a conoscere il problema sin da ora. Personalmente, anche non essendo sportiva, ho trovato interessante l’iniziativa dell’ex ciclista.

La nostra scuola ha persino organizzato una manifestazione, “ A ruota libera contro il doping”  che ci vedrà protagonisti di una passeggiata “pulita”  a piedi, in bicicletta o in skate.

A mio parere, lo sport con i suoi antichi valori di legale competizione, dovrebbe essere un modello per le nuove generazioni. Ma oggi contano solo il risultato, la vittoria, i soldi, non importa con quali mezzi si raggiungono. E’ questa concezione del tutto sbagliata, che secondo me, porta gli atleti a ricorrere a pratiche illegali e pericolose.

E per risolvere il problema, bisognerebbe diffondere la conoscenza i rischi che comportano queste sostanze, come fa nel suo piccolo,    Maurizio  Marchetti

Chiara  B.

Ha dovuto appendere la bicicletta al chiodo prima che la sua carriera di ciclista professionista entrasse effettivamente nel vivo. Ma la passione per lo sport non l’ha mai accantonata, tanto da iniziare una seconda carriera da educatore, spendendosi nella lotta al doping.

Questo impegno è valso a Maurizio Marchetti, uno dei riconoscimenti della XXIII edizione del Memoria Bardelli, con il quale ogni anno la

Regione Toscana e il Comune di Pistoia premiano la diffusione degli ideali dello sport sano e il contrasto delle pratiche illecite. Per l’ex atleta che è nato e vive a Sezze questo premio è un tributo all’azione educativa che da anni esercita girovagando per gli istituti.

<< La mia iniziativa nelle scuole – racconta Marchetti –serve a far conoscere lo sport ai ragazzi e a far capire loro che si può essere protagonisti nelle varie discipline rispettando se stessi e le regole >>.

L’atleta setino ha disputato una sola stagione tra i professionisti nel 1996,    al termine di una carriera dilettantistica brillante – nelle file della Ideal diretta da Marino Basso. Al termine di quel primo anno Marchetti reagì ad una serie di articoli nei quali si cominciavano a lanciare i primi dubbi sul doping nel ciclismo, chiedendo al Coni di essere sottoposto ad una serie di esami. Tale presa di posizione gli costò il rinnovo del contratto con la Ideal e lo portò all’emarginazione e al successivo ritiro dalle gare. Da allora  è impegnato attivamente nella lotta all’uso di sostanze proibite.

CHRISTIAN CAPUANI

L’ex professionista del ciclismo che lotta contro il doping. E lo fa anche nelle scuole, attraverso dialoghi, dibattiti e confronti diretti con gli studenti.  Maurizio Marchetti, di Sezze Romano (Latina) ha iniziato una serie di incontri con gli alunni degli istituti scolastici della  Ciociaria.  L’obbiettivo?  << Mi preme di far conoscere ai giovani il fenomeno del doping – ha spiegato Marchetti – con tutti i suoi aspetti, quindi gli effetti, le conseguenze e così via >>. Maurizio si definisce un << testimonial della lotta al doping >>. Nel ’96 correva con i colori della Ideal, società di Marino Basso, ex campione del mondo di ciclismo.

Poi nel periodo dello scandalo doping fu il primo ciclista professionista a sottoporsi a un esame volontario del sangue presso il centro dell’Acqua Acetosa di Roma. <<Ero stufo di sentir dire che tutti i ciclisti si drogavano.  Di conseguenza decisi di fare le analisi e di rendere pubblici i miei valori di emoglobina, ematocrito, e globuli rossi. Chiesi anche maggiori controlli>>. Ma quella fu la fine ciclistica di Marchetti. E così ha iniziato il “tour” nei plessi scolastici in nome dello sport sano, che finora ha toccato le scuole medie di San Donato Valcomino, Alvito, Casalvieri il liceo classico e l’Istituto tecnico Commerciale di Cassino (incontro coordinato dalla professoressa Graziella Sorrenti), lo Scientifico di Ceccano, l’Itis di Ferentino, l’Istituto e lo Scientifico di Ceccano. E ieri è stata la volta dell’Istituto tecnico Commerciale di Ceprano, occupato in forma di protesta contro la riforma Moratti.

<< E’ stato un incontro interessante, durato oltre 3 ore- ha sottolineato Marchetti-. Come in tutte le scuole ho trattato, anche nei dettagli, l’intero argomento del doping, calandomi anche negli aspetti legali. Gli studenti hanno anche compilato dei questionari. Analizzando i dati complessivi, cioè  quelli di tutte le scuole della provincia di Frosinone, emerge che gli alunni non distinguono tra sostanze dopanti e integratori. Sull’argomento, soprattutto i ragazzi dai 13 ai 16 anni, non hanno le idee chiare. Lo scopo di questi incontri- conclude Marchetti- è quello di diffondere tra i giovani i veri valori dello sport: fare capire loro che le sostanze dopanti possono avere effetti devastanti su chi ne fa uso >>.

L’ex ciclista nei prossimi giorni terrà altri incontri nelle scuole della provincia di Frosinone. Parlerà del fenomeno doping e di tutto quello che ne  ruota intorno anche agli studenti dell’Istituto tecnico Commerciale di Ferentino, del liceo Classico, Scientifico e delle Magistrali di Pontecorvo e a quelli del liceo Scientifico di Veroli e Anagni.

STEFANO DE ANGELIS

E’ toccato a Maurizio Marchetti ex ciclista professionista da tempo impegnato in progetti di educazione allo sport sano, chiudere questa prima parte delle “Settimane dello Sport Etico in Toscana”.

Con l’incontro con le scuole medie inferiori “ Leonardo Da Vinci” di Lastra a Signa.  La manifestazione, adesso, si trasferirà dal territorio fiorentino a quello pistoiese dove, sabato 27, il 23° “ Memorial Giampaolo Bardelli” renderà omaggio a tutti coloro che negli ultimi dodici mesi hanno compiuto atti tangibili contro la piaga del doping.

Latina Oggi Domenica 16 marzo 2008:

Sport convegno al  <<Sani>>

LOTTA al doping per uno sport più  pulito ed a misura d’uomo. Sarà il tema del convegno che si terrà martedì al liceo politecnico per Geometri <<Sani>> di latina che si terrà martedì dalle ore 9 alle  13.

Per gli studenti del capoluogo pontino sarà questa l’occasione per conoscere meglio lo sport pulito, visto che il convegno vedrà la presenza di Maurizio Marchetti. L’atleta setino, insignito del premio << Giampaolo Bardelli>> 2007, che negli anni ’90 è stato un brillante passista del ciclismo italiano. L’uomo parlerà della sua singolare scelta di vita, portata avanti con passione e caparbietà, che riguarda la lotta al doping. Marchetti infatti, grazie alla sua testimonianza, cerca di diffondere tra i ragazzi della scuola del Lazio la pratica dello sport pulito come unica tutela della salute psicofisica delle persone. Ed è quello che cercherà di spiegare anche ai ragazzi del <<Sani>>.

<< La ricerca esasperata di portare la propria nazionale al primo posto del podio dello sport ha influito notevolmente sulla diffusione dell’uso del doping >>. Questo è l’inizio di una tesina scritta da Emanuele, Daniele e Alessandro, tre studenti del Liceo Scientifico Nomentano che hanno partecipato all’incontro che si è tenuto ieri mattina presso il loro istituto sul tema:  <<La scuola l’unico antidoto serio al doping >>. L’iniziativa, organizzata da Maurizio Marchetti (ex ciclista con buoni risultati tra i dilettanti e qualche apparizione tra i professionisti), ha visto la partecipazione di Gian Paolo Porreca (docente universitario di Chirurgia vascolare e giornalista de Il Mattino), Riccardo Iacoponi (Biologo ed esperto di doping), Fabio Rosati (giornalista di Liberazione), e Valerio Piccioni (Gazzetta dello Sport).

Alle undici, ora solitamente dedicata alla ricreazione, i rappresentanti di classe del Nomentano e alcuni studenti di altri istituti, si sono riuniti un pò alla spicciolata nell’anfiteatro dell’aula magna Paolo Borsellino. Dopo un inizio nel segno della diffidenza, i ragazzi si sono lasciti coinvolgere dall’argomento e hanno seguito il dibattito con grande interesse. Particolarmente attenti Edoardo e Beatrice, l’uno pentatleta e l’altra nazionale di nuoto sincronizzato. << E’ un argomento molto interessante- afferma Edoardo- ma dovrebbe essere allargato a tutti gli alunni, non solo ai rappresentanti di classe. Anzi andrebbe trattato in tutte le scuole. Purtroppo, però, non è facile far entrare in classe un tema del genere, i professori non sono tanto disponibili a perdere tempo…>>,anche se un tema come il doping andrebbe considerato come un momento importante di formazione, di presa di coscienza che il risultato a tutti i costi e l’aiuto farmacologico (illecito o no) per primeggiare sono un imbroglio che può costare la vita. <<Nella mia società (As Policroma, n.d.r.) si fatica e basta – continua Edoardo- e di aiutarci con i farmaci non se ne parla proprio. Si dovrebbe spiegare quali sono i pericoli del doping per cercare di sconfiggere questa cultura della disinformazione.

Tanti ragazzi prendono sostanze senza sapere cosa assumono e a che cosa vanno incontro >>. Beatrice Spaziani è campionessa italiana di nuoto sincronizzato e una delle ragazze che difendono i colori azzurri nelle competizioni internazionali, ma del doping non ha mai sentito parlare dai suoi allenatori: << Siamo sottoposte a controlli durante le competizioni internazionali, ma non credo che sia mai emerso niente. Mi pare ci sia stato un caso solo in Europa, ma perché la ragazza si era sottoposta a una terapia. Nella mia società non mi parlano mai di doping, in nazionale invece se ne discute di più. Si fa attenzione anche ai farmaci che si prendono. L’unica cosa che ti consentono di assumere sono gli integratori salini >>. Durante la conferenza sono stati premiati due componimenti, quello di Francesca dell’istituto <<Sibilla Aleramo>> per i servizi sociali e quello di Fabrizio dell’istituto per le arti grafiche <<Castaldi>>. <<Abbiamo fatto un’ora di discussione con Maurizio durante l’occupazione e mi è venuta la voglia di scrivere questa tesina – afferma Fabrizio – I casi di Davis, Couto e Stam mi sono stati di spunto>>. Alessandro, del Nomentano, è uno degli autori del saggio letto durante il convegno: <<Volevo sfatare alcuni luoghi comuni che sentivo girare. Ma la verità è che rischiano molto grosso, e per cosa? Per avere un bel fisico da sfoggiare in vacanza. Per fortuna il mio istruttore mi ha messo in guardia e ho capito la soluzione migliore è lavorare un po’ di più >>.

Flavio  Meloni

(ANSA)   –  Milano, 24  NOV –   “Il rispetto di se stessi è alla base della sconfitta della cultura del doping: peccato ci si dimentichi di un concetto cosi “semplice” :  Maurizio Marchetti , l’ex corridore che da un decennio ha avviato una personale campagna contro il ricorso a farmaci vietati, ha tenuto la sua prima lezione milanese all’istituto Sant’Ambrogio.

Di fronte a ragazzi delle medie inferiori, con forte presenza femminile , che hanno dimostrato una valida conoscenza del fenomeno doping, il discorso si è allargato a un corretto approccio con la vita: “ lo studio la curiosità”   evitano a un giovane di danneggiarsi la salute per rincorrere carriere sportive dove i grandi guadagni rappresentano un abbaglio – ha aggiunto Marchetti, professionista nel 1996 con il team Ideal – Mi fa piacere che vi stiate accorgendo di come il ricorso all’illecito faccia parte del mondo di vivere di oggi. Anche in chi ricorre alle droghe per sopportare i ritmi di lavoro la credibilità è fortemente compromessa”.

Sono quasi centomila gli studenti italiani che, prevalentemente nel centro Italia, hanno incontrato Marchetti:  “La disponibilità la disponibilità dei presidi è  stata eccezionale: con un linguaggio semplice e filmati riassumo i rischi per la salute.    (ANSA)

24- NOV-07    Fabio Provera

La sensibilizzazione dell’opinione pubblica e della gente comune, nell’ammirazione e tutela di uno sport sano e leale, lottando, a dir poco accanitamente, contro la disgustosa pratica del doping, rappresenta il passo fondamentale da compiere per poter finalmente vivere ed apprezzare un’esistenza onesta, lontana da quel marcio che, come il doping nello sport, logora, da interminabili anni, la nostra società.

E attuare una sensibilizzazione partendo proprio dai ragazzi, da quella gioventù del terzo millennio,che “fornirà” i futuri campioni, o,in ogni caso, costituirà la società degli anni che verranno, è l’ambizioso progetto di molti ex atleti, disgustati da misteriose pratiche oggi in gran voga.        

Tra questi brilla l’astro tenace di Maurizio Marchetti, ex ciclista laziale, di Sezze, per un solo anno, protagonista della stagione professionale di quel ciclismo, infettato dall’uso del doping, che appare come unico e virulento mezzo che la moderna società fornisce per ottenere l’agognato successo facile, o per essere, in ogni modo, personalità vincenti. Ebbene, Marchetti ha saputo rinunciare agli ambiziosi sogni giovanili, a lungo rincorsi con estremi sacrifici, per intraprendere una fondamentale campagna di sensibilizzazione alla ricerca di uno sport pulito, educando a ciò quella fetta della società che sembra esserne interessata più da vicino: la gioventù.. Il giovane ciclista ha coinvolto nella sua faticosa ma appagante lotta, numerosissimi Istituti superiori di Roma e provincia, che, assieme a gruppi di alunni di scuole medie, hanno partecipato, carichi del dinamismo che caratterizza il perseguimento di un obbiettivo cosi importante ma troppo astratto, ad interessanti incontri di avvicinamento e conoscenza di quel qualcosa, il doping, ancora troppo segreto per suscitare le indispensabili reazioni di scandalo e vergogna, aderendo arduamente al progetto, “La scuola, l’unico antidoto serio al doping”, culminato con la chiusura dell’8 giugno appena trascorso nella scuola media di “Piazza Gola”, con l’incontro tra Maurizio Marchetti e gli allievi delle classi  terze dell’istituto che hanno aderito al progetto, a dimostrare la volontà del promotore dell’iniziativa a far conoscere e sentire la sua calda partecipe presenza tra i giovani, speranza del nostro futuro, ma anche il concreto e disponibile sostegno dell’istituzione scolastica, nella cooperazione per tali fondamentali attività.

Arianna M.