Un blog per uno sport...

Tabudoping.it si rivolge a tutti gli sportivi ed incentiva a fare sport ad alti livelli senza ricorrere al doping.
Ideato da Maurizio Marchetti (Patrocinio del ministero della Salute al Progetto Maglia Etica Antidoping).
Ex ciclista professionista, vuole imporsi nella rete anche come punto di riferimento per chi si avvicina per la prima volta allo sport professionistico.
Progetto: La scuola unico antidoto al doping - Articoli Maglia Etica Antidoping
Il Curriculum di Maurizio Marchetti

 


 

 

 

  by Maurizio Marchetti

 

Archive for luglio, 2012

 

VENERDì  13 LUGLIO 2012

Due ruote che passione La lotta al doping di Marchetti  << Diamo la maglia >>
Nel 1997  << pubblicò >>  i valori del suo sangue Oggi nelle scuole invoca  << punti per i virtuosi>>

 

 

Storie di ciclismo che si intrecciano. Notizia numero uno: i tremila tesserati nel Lazio, nelle trecento gare disputate da gennaio ad oggi, non hanno visto l’ombra di antidoping. Il motivo? Mancanza di fondi per eseguirli: è la tendenza purtroppo comune a tante altre regioni italiane, che penalizza soprattutto le categorie giovanili. Notizia numero due, sono passati quidici anni da quando un giovane ciclista professionista laziale,  Maurizio Marchetti,  di Sezze, diventò il primo atleta in Italia a mettersi a disposizione volontariamente per farsi controllare da un laboratorio antidoping i propri parametri ematici,  in un periodo in cui nessuno neppure ipotizzava il passaporto biologico,  il cui nucleo era nella proposta di Marchetti. Oggi,  alla vigilia dei Giochi di Londra, il passaporto biologico è attivo ed è considerato la chiave della lotta al doping.

Nelle scuole  Quindici anni dopo Maurizio Marchetti, che sul tema nel frattempo si è laureato in Scienze Motorie a Cassino, gira senza sosta per gli istituti scolastici del Lazio per raccontare cos’è il doping e che rischi comporta. Al suo seminario  << La Scuola unico antidoto serio al doping >> hanno assistito migliaia e migliaia di ragazzi, con cui Maurizio comunica anche tramite il suo blog tabudoping.it . Ora Marchetti, concluso il suo tour primaverile tra le scuole, lancia un’originale proposta operativa: una << maglia antidoping >>  da assegnare nelle corse ciclistiche   professionistiche.  << Penso – spiega Marchetti – a una classifica a punti con tanto di “Maglia Antidoping” da istituire nelle gare a tappe più importanti al mondo, Tour, Giro e Vuelta. Penso a traguardi volanti a punti dove i primi verrebbero sottoposti al controllo antidoping a fine tappa. Allora non sarà più solo l’arrivo a decidere chi dovrà sottoporsi ai controlli, ma saranno gli atleti stessi a scegliere liberamente di farsi controllare >>. Una proposta ingenua e utopica quella di andare a caccia di controlli e non farsi “cacciare”?  Forse, ma ricordiamoci che quindici anni fa anche l’idea del passaporto biologico sembrava pura utopia.

La prima occasione a Roma    E aspettando che il Giro d’Italia torni dalle nostre parti  (ipotesi più che concreta già nel 2013) c’è un’importante occasione alle porte per parlare di ciclismo e antidoping:  la Gran Fondo  Campagnolo di Roma del prossimo 14 ottobre.  L’evento – cui sono già scritti oltre mille atleti con presenze internazionali –  sarà un’opportunità per discutere di salute e prevenzione ma anche per provare mettere in pratica sui partecipanti i principi elaborati dal gruppo di lavoro  Five Stars-League, che sono quelli di uno screening di massa sui partecipanti più veloci per tenere alla larga dal mondo amatoriale bari e furbacchioni.  Insomma, un ciclismo più pulito può ripartire da Roma.

MARCO BONARRIGO   –     ROMA

“Diamo un bel pugno a tutti i sospetti istituendo la maglia antidoping”

Sono passati 16 anni dall’inchiesta “Allarme doping” della Gazzetta dello Sport, con la pubblicazione dell’articolo “Ecco i miei valori ematici divulgateli” firmato da Gianni Bondini e
Valerio Piccioni.

Si trattava in pratica della proposta di “monitoraggio dei valori ematici” sia durante la fase agonistica che durante il periodo di riposo, come descritta nella tesi “Scuola Antidoping” discussa all’Università di Cassino Facoltà di Scienze Motorie, relatore il Prof. Giuseppe Capua, Presidente della Commissione Antidoping della F.G.C.I. e correlatore il Prof. Renzo Bardelli, docente di Etica dello Sport all’Università di Firenze, ideatore del “Memorial Gianpaolo Bardelli”.

Il monitoraggio ematico proposto da me nel 1996/97 si trattava in pratica del “Passaporto Biologico” è cambiato il nome ma in sostanza è la stessa identica cosa, tale Passaporto
Biologico è stato adottato nello sport solo nel 2008 durante il “Tour de France” e nel “Giro d’Italia l’anno successivo cioè nel 2009.

Infatti in laboratorio si tratta della stessa cosa, cioè l’esame “emocromocitometrico” analisi dell’ematocrito, globuli rossi, emoglobina. Attualmente le tesi sul Doping sono molto discordanti, c’è chi dice che si sono fatti molti passi avanti e chi pensa che siamo sempre sul punto di partenza.

Allora per dare un bel pugno a tutti i sospetti, si potrebbe fare una cosa più innovativa e rivoluzionaria anche sull’aspetto prettamente agonistico soprattutto per quanto riguarda il Ciclismo. Proponendo addirittura una Classifica a Punti con tanto di “Maglia Antidoping” nelle 3 gare a tappe più importanti al mondo, cioè Tour de France, Giro d’Italia, Vuelta a España

E in ogni tappa mettere 2 traguardi Volanti a punti, dove i primi 5 transitati verranno sottoposti al controllo Antidoping a fine tappa. Quindi si invoglieranno gli atleti a dimostrare la loro disponibilità a sottoporsi ai controlli addirittura con degli sprint .

Allora non sarà più solo l’arrivo a decidere chi dovrà sottoporsi ai controlli, ma saranno gli atleti stessi a scegliere liberamente di farsi controllare liberalizzando l’antidoping . Sicuramente ai più sembrerà un’utopia tale proposta, ma se verrebbe messa in atto sicuramente sarebbe una vera e propria rivoluzione nel mondo dello sport in generale.

09/07/2012
Maurizio Marchetti