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Tabudoping.it si rivolge a tutti gli sportivi ed incentiva a fare sport ad alti livelli senza ricorrere al doping.
Ideato da Maurizio Marchetti (Patrocinio del ministero della Salute al Progetto Maglia Etica Antidoping).
Ex ciclista professionista, vuole imporsi nella rete anche come punto di riferimento per chi si avvicina per la prima volta allo sport professionistico.
Progetto: La scuola unico antidoto al doping - Articoli Maglia Etica Antidoping
Il Curriculum di Maurizio Marchetti

 


 

 

 

  by Maurizio Marchetti

 

Archive for luglio, 2013

SEZZE (LT) – Il progetto maglia etica-traguardi volanti antidoping ha compiuto un passaggio qualitativamente e culturalmente rilevante grazie al placet di Vincenzo Nibali e Alfredo Martini. I simboli del presente vincente del ciclismo italiano – griffato da una maglia rosa ricca di speranze – e della storia dello sport a due ruote hanno conosciuto e apprezzato l’iniziativa ideata dall’A.S.D.Sapientiae Motusque di Sezze (Latina), sviluppata da alcuni mesi col sostegno dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport (UNVS) e patrocinata dal febbraio scorso dal Ministero della Salute grazie alla sensibilita’ e disponibilita’ sul tema da parte dell’onorevole Renato Balduzzi, titolare del dicastero durante il recente governo Monti.

Traguardi volanti intermedi in cui sprintare certi di sottoporsi a un test del protocollo sanitario appena conclusa la competizione, rappresentano una certificazione sul corretto approccio all’attivita’ agonistica.

”Mi sorprende piacevolmente che la maglia etica sia stata concepita per essere estesa dalle categorie giovanili fino al professionismo cosi’ i ragazzi vengono posti nelle condizioni di percorrere un cammino credibile,completo, finalizzato a emergere contando sulle proprie capacita’. Doti che hanno di continuo l’opportunita’ di confermare aggiudicandosi gli sprint disseminati sul tracciato di gara e indossando poi una casacca che evidenzia la loro serieta’ di individui oltreche’ di atleti’: ha spiegato Nibali, molto apprezzato dagli appassionati per la sua scrupolosa condotta di vita da corridore che lo ha portato ad affermarsi con pieno merito nell’ultimo Giro d’Italia restituendo speranze a uno sport in cerca di nuovo appeal.

‘L’incontro con la maglia rosa 2013, avvenuto durante il tradizionale appuntamento annuale del Memorial Bardelli a Pistoia, si e’ arricchito del valore aggiunto delle parole di Alfredo Martini, leggendario commissario tecnico azzurro ora Presidente Onorario di Federciclismo.

”Ogni intervento ragionato che consenta al nostro sport di andare a testa alta nella considerazione delle persone non puo’ che essere accolto con legittima soddisfazione. Nell’anno in cui il nostro Paese e’ al centro dell’interesse internazionale attraverso i campionati del mondo ospitati in Toscana a fine settembre, ritengo importante che gli organizzatori di gare riflettano sull’opportunita’ di adottare la maglia etica, idea valida per conferire un’ulteriore immagine di qualita’ alle corse e per premiare l’entusiasmo sano di tanti giovani che salgono in bicicletta per migliorare se stessi”: ha analizzato il 92enne tecnico fiorentino.

Silvia Lambruschi, miss maglia etica L’evento pistoiese, a cui era presente una delegazione di vertice dell’UNVS guidata dal presidente Gian Paolo Bertoni ha coinciso anche con il convolgimento come testimonial della maglia etica-antidoping dell’iridata in carica nel pattinaggio artistico Silvia Lambruschi, la piu’ giovane tesserata tra i Veterani dello Sport che, conosciuta l’iniziativa, ha accettato piacevolmente di esserne coinvolta. Spezzina di Ortonovo, 18enne, immagine fresca e accattivante, Silvia ha conquistato due ori, nel libero e nella combinata, ai Mondiali juniores di Auckland 2012: il primo step di grande respiro internazionale dopo aver calzato i pattini per la prima volta all’eta’ di 5 anni per recuperare tono muscolare dopo un incidente sulle piste di sci.

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A poco più di tre settimane dallo start di Pont-Saint-Martin, il percorso del cinquantesimo “Giro Ciclistico della Valle d’Aosta” è stato svelato, giovedì 20 giugno, alla Biblioteca Regionale di Aosta. Oltre alla consueta presentazione delle sedi di gara, alla serata organizzata dalla “Società Ciclistcia Valdostana” hanno preso parte personalità che hanno contribuito fortemente a rendere grande il Petit Tour negli anni.

Ad inaugurare la presentazione, il solito, emozionale, discorso di un Vasco Sarto sempre più legato ad un “patrimonio sportivo della Valle d’Aosta, come pure del ciclismo mondiale”, organizzato dal suo staff “attraverso sacrifici economici quanto mai duri, ma necessari per non interrompere la storia di una corsa amata e rispettata in tutto il mondo”. L’attenzione si è poi spostata sulle fantastiche immagini dell’edizione passata, vinta da quel Fabio Aru già protagonista all’ultimo “Giro d’Italia” in qualità di spalla del dominatore rosa Vincenzo Nibali. L’assessore regionale allo sport e turismo, Aurelio Marguerettaz, ha poi precisato come “il risparmio, doveroso, operato nel budget della menifestazione non ha inciso in alcun modo sulla qulità della corsa, in quanto è stato trovato un equilibrio finanziario perfetto, ricercato a lungo, ma alla fine realizzato”. In rappresentanza della giunta comunale di Aosta, città che ospiterà un circuito, ripetuto varie volte nell’ultima giornata, l’assessore Patrizia Carradore ha ricordato come “il binomio tra sport e turismo rimane al centro delle prirità comunali, infatti proprio durante la premiazione finale di Piazza Arco d’Augusto vedrà la presenza di due giocatori della “Juventus Fc”, in ritiro a Chatillon proprio in quel periodo”.

Alla premiazione finale parteciperà anche l’ex Ministro alla Salute, l’onorevole Renato Balduzzi, in qualità di sostenitore della “maglia etica”, inziativa portata avanti dall’Asd Sapientae Motusque, di Latina, assieme con l'”Unione Nazionale Veterani dello Sport”, la quale farà il suo debutto ufficiale proprio al prossimo “Giro della Valle d’Aosta”. L’iniziativa, sotenuta tra gli altri dal vincitore del “Giro d’Italia” Vincenzo Nibali, prevede la presenza di un traguardo volante, posto nel percosro di tappa, il quale, oltre ad assegnare la “maglia etica”, vedrà il suo vincitore sottoporsi spontaneamente al test antidoping.

La parola è poi passata a Francesca Pelizzer, vice-presidente della Federciclo Valldostano, la quale ha esposto i tre appuntamenti che affiancheranno il Petit Tour a Pont-Saint-Martin, quando i piccoli ciclisti valdostani saranno protagonisti di un’esibizione, ad Antey, dove la salita che chiuderà la seconda tappa verso La Magdeleine, rappresenterà il percorso di una gara dilettantisca, ed infine ad Aosta un’esibizione di trial catturerà l’attenzione del pubblico prima dell’arrivo dei corridori.

Alla vigilia del cinquantesimo Petit Tour l’organizzazione della corsa ha pensato bene di dare uno sguardo in dietro, premiando alcuni dei personaggi che hanno, da un lato scritto pagine di storia della gara valdostano, e, dall’altro coloro i quali hanno permesso alla più importante rassegna ciclistica regiionale di occupare un posto di assoluto rilievo nel panorama ciclistico mondiale. Il primo premiato è stato Gilberto Vendemmiati, colui che, nel lontano 1962, conquistò la prima edizione del Giro della Valle d’Aosta; lo stesso corridore romagnolo ha ricordato come “ho scoperto di prender parte al Petit Tour solo una settimana prima, quando in caserma, essendo allora a svolgere il servizio militare, fui chiamato per andare in Valle d’Aosta a correre un Giro, ma io non sapevo nemmeno dove fosse la Valle d’Aosta e, anche dopo esser arrivato in stazione, fu un manifesto a farmi capire dove recarmi per iscrivermi”. Il secondo premiato è, invece stato Italo Zilioli, grande protagonista del ciclismo italiano degli anni 60 e 70, capace di imporsi nella prima frazione del primo Petit Tour, davanti al velocista Ferrara, il quale, come ha ricordato lo stesso Zilioli ” mi ha rinfacciato per anni quella vittoria, in quanto lui si era recato in Valle d’Aosta per disputare e vincere solo la prima frazione, l’unica pianeggiante, e io gliel’avevo soffiata scappando negli ultimi chilometri, in cui peraltro non sapevo dove si fosse trovato il traguardo: avevo il gruppo alle costole e pensavo che di essere a poche centinaia di metri dalla linea d’arrivo, mentre, invece, girate un paio di curve continuavo a vedere strada da percorrere, fino a quando, svoltato verso la strada della stazione ho visto lo striscione del traguardo, in cui son passato precedendo la volata di gruppo, vinta dallo setsso Ferrara, per pochi metri”. Dopo le emozionanti parole pronunciate dai due corridori protagonisti del primo Petit Tour, a salire sul palco delle premiazioni sono stati Jens e Ramires, rispettivamente il fondatore del Giro, “nato da un passaggio in Valle d’Aosta per andare a correre una gara in Francia”, per ammissione dello stesso Jens, e il patron della corsa per oltre quarant’anni, dal 1962 al 2005, quando Sarto ha sostituito il precedente organizzatore, al quale va riconosciuta “la grandezza raggiunta dal Giro negli anni”. Altro premio speciale è stato consegnato ad Olivao Locatelli, direttore sportivo della “Palazzago”, che, oltre ad essere un grande estimatore della corsa valdostana, ha conquistato ben nove successi da direttore, tra cui gli ultimi due firmati Fabio Aru; chiamato a commenatre il percorso Locatelli ha solo detto che ” il Giro della Valle è sempre duro, è inutile commenatre il percorso, basta dire che mi han chiamato dall’Argentina e dal Canada per avere notizie della vostra corsa, a testimonianza di che cosa è questa gara per l’intero mondo del ciclismo su strada, con l’unico rammarico che forse tale evento è più riconsociuto all’esterno che nel territorio locale”. Tornando a chi ha calcato le strade del Petit Tour da corridore, un premio è andato nelle mani di Mattia Pozzo, ora atleta professionista, capace di conquistare ben quattro maglie finali del Valle d’Aosta garzie alle sue fughe da lontanissimo grazie alle quali ha capito che “non bisogna mai avere paura, e in questo il Petit Tour è stato fondamentale nella mia carriera da dilettante, infatti al Forte di Bard ho conquistato la mia prima tappa importante, al termine di una fuga di decine di chilometri, momento che ricorderò per sempre, come sempre sarò legato a questo Giro”. Infine a rappresentare un po’ tutte le figure che lavorando nell’ombra di un evento di tale portata l’ultimo premio è andato al dottor Maquignaz, medico ufficiale del Petit Tour per oltre treant’anni, il quale ha ricordato l’importanza del pronto intervento in uno sport pericoloso come è il ciclismo, “sport al quale ho dato tanto, ma che è parte integrante del mio cuore”

Al Giro della Valle d’Aosta Under23 del prossimo luglio il debutto ufficiale dell’iniziativa con l’ex-Ministro della Salute sul palco delle premiazioni finali

A quattro mesi dalla concessione del patrocinio alla maglia etica-antidoping, in qualita’ di Ministro della Salute del governo Monti, il legame tra l’onorevole Renato Balduzzi e l’iniziativa a tutela del ciclismo credibile – ideata dall’Asd Sapientiae Motusque di Sezze (Latina) e sviluppata in collaborazione con l’Unione Nazionale Veterani dello Sport – si e’ notevolmente consolidato negli ultimi giorni.

L’incontro, nei suoi uffici di Alessandria, tra il parlamentare di Scelta Civica e i promotori del progetto e’ stato un momento di analisi del percorso comune sinora svolto con soddisfazione per la sensibilizzazione sul tema: ”La maglia etica ha una forte valenza culturale ed educativa per la tutela della salute e percio’ dell’integrita’ fisica e morale degli atleti – ha spiegato Balduzzi – Sono concetti imprescindibili: confido che nelle corse, a ogni livello e categoria, la casacca diventi un faro, un emblema di rinnovata credibilita’ per uno sport storicamente rilevante nell’identita’ nazionale. Nella stagione in corso, con l’attenzione mondiale rivolta verso l’Italia in virtu’ della rassegna iridata in Toscana a fine settembre, inserire la casacca nelle competizioni rappresenta un’ indubbia valorizzazione, una vetrina per ii corridori che concepiscono correttamente l’attivita’ agonistica”.

Balduzzi, docente di Diritto Costituzionale all’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha poi ufficializzato la sua presenza sul palco delle premiazioni finali del 50° Giro della Valle d’Aosta riservato a dilettanti Under 23 in calendario da martedi’ 9 a domenica 14 luglio.

Gli organizzatori della Societa’ Ciclistica Valdostana hanno deciso infatti di inserire la maglia etica per premiare i vincitori di specifici traguardi volanti di tappa, con conseguenti controlli antidoping all’arrivo, nell’edizione 2013 che festeggia il mezzo secolo di vita di un romanzo sportivo dipanato attraverso le imprese di tante speranze diiventate in seguito primattori del ciclismo internazionale di vertice.

Dal via col suggestivo cronoprologo individuale serale di Pont Saint Martin alla conclusione nel cuore di Aosta ci sara’ un nuovo tema di sicuro interesse per la competizione che sara’ presentata ufficialmente giovedi’ 20 giugno h 17 al Salone della Biblioteca Regionale di Aosta, via Torre del Lebbroso, 2.

Foto Caracalla – Roma