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Tabudoping.it si rivolge a tutti gli sportivi ed incentiva a fare sport ad alti livelli senza ricorrere al doping.
Ideato da Maurizio Marchetti (Patrocinio del ministero della Salute al Progetto Maglia Etica Antidoping).
Ex ciclista professionista, vuole imporsi nella rete anche come punto di riferimento per chi si avvicina per la prima volta allo sport professionistico.
Progetto: La scuola unico antidoto al doping - Articoli Maglia Etica Antidoping
Il Curriculum di Maurizio Marchetti

 


 

 

 

  by Maurizio Marchetti

 

Archive for settembre, 2013

La Gazzetta dello Sport – Granfondo di Roma

Dalla Granfondo alla Maglia Etica contro il doping

E’ una storia che parte da lontano, da uno dei periodi più bui della storia del ciclismo: gli anni Novanta. Nel 1997 Maurizio Marchetti, un corridore di Sezze che aveva appena firmato un contratto tra i professionisti, disgustato dal dilagare del doping nelle due ruote. (era l’epoca del Tour del 1998, quella delle rivelazioni del Senato francese della scorsa settimana) e da ciò che vedeva nelle gare in cui partecipava, chiese pubblicamente di potersi sottoporre a prelievi volontari di sangue per dimostrare la sua estraneità a qualunque pratica proibita. E allargò il suo invito ai colleghi corridori. In un ambiente dove il doping ematico era pane quotidiano per quasi tutti, la sua proposta venne accolta come se venisse da un alieno.

Niente paura Maurizio chiuse presto la sua breve carriera di atleta ma non arretrò un millimetro rispetto alle sue idee: capovolgere il concetto di controllore che va a caccia del controllato, far diventare l’atleta un soggetto che non ha paura degli esami, anzi, li cerca come forma di tutela personale e per l’ambiente. Per 15 anni Marchetti ha girato senza sosta tra scuole, biblioteche, sale convegni, società sportive del Lazio e del resto d’Italia per portare il messaggio dello sport pulito soprattutto tra i ragazzi. Ottenendo sempre gli stessi risultati: entusiasmo e grande accoglienza tra i giovani, sostanziale indifferenza delle istituzione politiche e sportive.

La maglia Poi, pochi mesi fa, qualcosa è cambiato. Merito del lungo lavoro di sensibilizzazione dell’ex atleta (che nel frattempo si è laureato in scienze motorie)  anche di un’idea nuova: quella di una maglia etica antidoping, che andasse ad affiancarsi a quelle tradizionalmente in uso nel ciclismo: leader della classifica generale, miglior scalatore, miglior sprinter. Una maglia etica da mettere in palio nelle corse in linea e a tappe ai corridori che vincono uno speciale traguardo volante, il cui premio è… un controllo antidoping a cui sottoporsi. Quei controlli a cui prima si scappava, che si guardavano con timore adesso diventano un  premio ambito. E la maglia etica un segno di distintivo di pulizia da esibire con orgoglio.

Che testimonial l’idea della maglia etica è stata presentata a maggio al Memorial Bardelli di Pistoia, una delle più importanti manifestazioni italiane contro il doping. La maglia è stata promossa (e indossata davanti ai fotografi) dal vincitore del Giro d’Italia, Vincenzo Nibali, e da Alfredo Martini, padre nobile del ciclismo italiano, che l’hanno sdoganata e fatta diventare famosa. E poi è stata adottata in gara al Giro della Valle D’Aosta, una delle più importanti corse a tappe per dilettanti d’Europa.

Gran fondo pulita Ora Marchetti sta lavorando per il debutto della maglia nelle corse professionistiche, per chiudere un cerchio iniziato quindici anni fa. Con un’iniziativa che sta facendo proseliti anche nel settore amatoriale. Alla Gran Fondo Campagnolo Roma del prossimo 13 ottobre iscrizioni vietate a chi abbia trascorsi di doping sia sul fronte penale che su quello sportivo, grazie ad un provvedimento approvato proprio ieri sera dalla FCI. Un fatto importante fino a poco tempo fa.

 

Marco Bonarrigo
30/07/2013