<< La ricerca esasperata di portare la propria nazionale al primo posto del podio dello sport ha influito notevolmente sulla diffusione dell’uso del doping >>. Questo è l’inizio di una tesina scritta da Emanuele, Daniele e Alessandro, tre studenti del Liceo Scientifico Nomentano che hanno partecipato all’incontro che si è tenuto ieri mattina presso il loro istituto sul tema:  <<La scuola l’unico antidoto serio al doping >>. L’iniziativa, organizzata da Maurizio Marchetti (ex ciclista con buoni risultati tra i dilettanti e qualche apparizione tra i professionisti), ha visto la partecipazione di Gian Paolo Porreca (docente universitario di Chirurgia vascolare e giornalista de Il Mattino), Riccardo Iacoponi (Biologo ed esperto di doping), Fabio Rosati (giornalista di Liberazione), e Valerio Piccioni (Gazzetta dello Sport).

Alle undici, ora solitamente dedicata alla ricreazione, i rappresentanti di classe del Nomentano e alcuni studenti di altri istituti, si sono riuniti un pò alla spicciolata nell’anfiteatro dell’aula magna Paolo Borsellino. Dopo un inizio nel segno della diffidenza, i ragazzi si sono lasciti coinvolgere dall’argomento e hanno seguito il dibattito con grande interesse. Particolarmente attenti Edoardo e Beatrice, l’uno pentatleta e l’altra nazionale di nuoto sincronizzato. << E’ un argomento molto interessante- afferma Edoardo- ma dovrebbe essere allargato a tutti gli alunni, non solo ai rappresentanti di classe. Anzi andrebbe trattato in tutte le scuole. Purtroppo, però, non è facile far entrare in classe un tema del genere, i professori non sono tanto disponibili a perdere tempo…>>,anche se un tema come il doping andrebbe considerato come un momento importante di formazione, di presa di coscienza che il risultato a tutti i costi e l’aiuto farmacologico (illecito o no) per primeggiare sono un imbroglio che può costare la vita. <<Nella mia società (As Policroma, n.d.r.) si fatica e basta – continua Edoardo- e di aiutarci con i farmaci non se ne parla proprio. Si dovrebbe spiegare quali sono i pericoli del doping per cercare di sconfiggere questa cultura della disinformazione.

Tanti ragazzi prendono sostanze senza sapere cosa assumono e a che cosa vanno incontro >>. Beatrice Spaziani è campionessa italiana di nuoto sincronizzato e una delle ragazze che difendono i colori azzurri nelle competizioni internazionali, ma del doping non ha mai sentito parlare dai suoi allenatori: << Siamo sottoposte a controlli durante le competizioni internazionali, ma non credo che sia mai emerso niente. Mi pare ci sia stato un caso solo in Europa, ma perché la ragazza si era sottoposta a una terapia. Nella mia società non mi parlano mai di doping, in nazionale invece se ne discute di più. Si fa attenzione anche ai farmaci che si prendono. L’unica cosa che ti consentono di assumere sono gli integratori salini >>. Durante la conferenza sono stati premiati due componimenti, quello di Francesca dell’istituto <<Sibilla Aleramo>> per i servizi sociali e quello di Fabrizio dell’istituto per le arti grafiche <<Castaldi>>. <<Abbiamo fatto un’ora di discussione con Maurizio durante l’occupazione e mi è venuta la voglia di scrivere questa tesina – afferma Fabrizio – I casi di Davis, Couto e Stam mi sono stati di spunto>>. Alessandro, del Nomentano, è uno degli autori del saggio letto durante il convegno: <<Volevo sfatare alcuni luoghi comuni che sentivo girare. Ma la verità è che rischiano molto grosso, e per cosa? Per avere un bel fisico da sfoggiare in vacanza. Per fortuna il mio istruttore mi ha messo in guardia e ho capito la soluzione migliore è lavorare un po’ di più >>.

Flavio  Meloni