Ha dovuto appendere la bicicletta al chiodo prima che la sua carriera di ciclista professionista entrasse effettivamente nel vivo. Ma la passione per lo sport non l’ha mai accantonata, tanto da iniziare una seconda carriera da educatore, spendendosi nella lotta al doping.

Questo impegno è valso a Maurizio Marchetti, uno dei riconoscimenti della XXIII edizione del Memoria Bardelli, con il quale ogni anno la

Regione Toscana e il Comune di Pistoia premiano la diffusione degli ideali dello sport sano e il contrasto delle pratiche illecite. Per l’ex atleta che è nato e vive a Sezze questo premio è un tributo all’azione educativa che da anni esercita girovagando per gli istituti.

<< La mia iniziativa nelle scuole – racconta Marchetti –serve a far conoscere lo sport ai ragazzi e a far capire loro che si può essere protagonisti nelle varie discipline rispettando se stessi e le regole >>.

L’atleta setino ha disputato una sola stagione tra i professionisti nel 1996,    al termine di una carriera dilettantistica brillante – nelle file della Ideal diretta da Marino Basso. Al termine di quel primo anno Marchetti reagì ad una serie di articoli nei quali si cominciavano a lanciare i primi dubbi sul doping nel ciclismo, chiedendo al Coni di essere sottoposto ad una serie di esami. Tale presa di posizione gli costò il rinnovo del contratto con la Ideal e lo portò all’emarginazione e al successivo ritiro dalle gare. Da allora  è impegnato attivamente nella lotta all’uso di sostanze proibite.

CHRISTIAN CAPUANI