Durante la mattinata del 3/11/2004 si sono riunite nell’aula di fisica numerosi classi del liceo classico “Pilo Albertelli”, per assistere ad una conferenza sul doping tenuta da Maurizio Marchetti, ex ciclista professionista. I ragazzi osservano le immagini della TV, chi più attento chi meno, sullo schermo scorre un video realizzato dallo stesso Marchetti, attimi in cui rivela ai giornalisti che è “pulito”, o momenti che fanno vedere gli scandali doping più conosciuti. Poi ci si sposta in aula Magna e tra gli alunni si passano degli articoli (casi di doping o scuole che hanno partecipato all’iniziativa di Marchetti) e cosi inizia lui stesso a parlare.   Comincia a spiegare le cause che portano a doparsi e le origini di queste sostanze che aumentano le prestazioni fisiche, in uso già nelle antiche olimpiadi  greche dove gli atleti masticavano una particolare specie di fungo.  E infine, si arriva alla sua storia: un uomo pulito, le sue analisi parlano chiaro, termina ricordando che il 27 Novembre si svolgerà la giornata “A ruota libera dal doping” e rispondendo alle domande degli alunni. Purtroppo le mani alzate sono poche e i professori si chiedono:    << Avranno ascoltato o ne hanno approfittato per perdere due ore di lezione? >>. Io credo che gli ascoltatori non siano stati pochi e trovo l’iniziativa di Maurizio Marchetti veramente utile. Alcuni adulti credono che non abbiamo l’età adatta per affrontare questi argomenti, ma si sbagliano perché chi tra noi fa sport un giorno potrebbe pensare “E’ solo una pillola, i miei amici la prendono sempre e non gli è mai accaduto nulla”. La prima volta è sempre cosi, con qualcuno che vuole solo provare e poi, magari non prendere più niente. Ma ormai la strada sbagliata è stata imboccata ed è impossibile tornare indietro. Si perché il doping è una drga che provoca dipendenza e anche peggio: cancro al fegato, attacchi cardiaci, fenomeni psicotici e paranoici, insonnia e infine la morte. E tutto questo per cosa?  Per avere una buona immagine da dare agli sponsor e ai tifosi, per vincere le proprie paure e sentirsi “perfetto” ma, alla base di tutto c’è sempre il “Dio denaro” senza cui l’uomo non può vivere.  Contando poi, che a questo punto lo sport non esiste più: tutto ruota intorno alla fama e, accanto ai dopati i “puliti” sono veramente pochi . Ma a questo punto chi preferiamo: un ragazzo imbottito dai farmaci che vince o un altro che ce la fa con le sue forze ma perde?          Io  scelgo il secondo.

Irene  R.