Forse è difficile per noi giovani pensare al doping, agli effetti negativi che potrebbe portare alla nostra salute e a quanto queste riflessioni sono ancora più
difficili per gli atleti professionisti. La parola doping fa ricondurre più a un gioco, qualcosa che si può fare perché lecito, perché magari morale. Ma cosa
è veramente morale? Doparsi per vincere una gara che poi, alla fine dei conti, non abbiamo proprio vinto noi, dato che le nostre prestazioni vengano
migliorate da sostanze stupefacenti e non dalla fatica e dalla costanza. L’amore per lo sport è qualcos’altro: è vincere in  maniera pulita contando solo su di noi e sulle nostre forze. E’ ora d far capire che lo sport è un gioco e non il giocattolo del doping che tutti pensano.   Roma 02/05/2011     Arianna.
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Oggi abbiamo partecipato ad un incontro sulla prevenzione contro l’uso del doping nello sport e nella vita. Se fai uso di doping non sei uno sportivo sei un intruso che cerca di vincere illegalmente premi che dovrebbero essere attribuiti ad atleti corretti.
Quello che penso riguardo all’attività di Marchetti è che dovrebbe essere promossa dal CONI e dal Ministero della Salute a livello intanto nazionale, e
poi perché no? A livello internazionale. Lo sport è un’attività fisica volta a migliorare la condizione di vita. Non a distruggere il nostro corpo per vincere. Luca