Tabella 1 Effetti collaterali sul S.N.C. degli stimolanti

Altre categorie di sostanze dopanti che determinano effetti sulla psiche sono rappresentate da:

  • beta-bloccanti: in grado di provocare depressione, allucinazioni, confusione, incubi e disturbi del sonno;
  • cannabis sativa e indica che può generare irritabilità, alterazione capacità di giudizio, attacchi di panico, ansia, e ad alte dosi episodi psicotici
    di natura paranoie o schizofrenica.

La categoria più significativa è però rappresentata dagli steroidi anabolizzanti: infatti, il ricorso a questo tipo di sostanze dopanti è quello
maggiormente praticato, a tal punto da assumere dimensioni di preoccupante vastit

Di seguito si riporta una panoramica dei disturbi della sfera psicologica documentati in letteratura, con particolare attenzione a quelli correlati agli
steroidi anabolizzanti.

  • Allnutt (1994)
    riporta il caso di un giovane bodybuilder che dopo due anni di assunzione di testosterone, ha notato inizialmente un aumento della propria aggressivit
    ed agitazione. Due mesi dopo è caduto in una profonda depressione. Il quadro sintomatologico evidenziava la presenza di: insonnia, risveglio precoce
    nelle prime ore del mattino, scarso appetito, marcata diminuzione del peso corporeo, scarsa motivazione e idee di suicidio che si accompagnavano a
    pensieri paranoidi e a sensazioni deliranti. L’Autore ipotizza l’interferenza degli steroidi anabolizzanti sull’asse ipotalamo-ipofisi con conseguente
    azione sui recettori degli ormoni sessuali con il risultato di resistenze al trattamento con antidepressivi.
  • Per quanto riguarda l’uso di agenti dopanti in età adolescenziale, alcuni Autori (Kindlundh e collaboratori (1999); Nilsson e collaboratori, 2001; Kirkcaldy e collaboratori, 2002) hanno cercato di investigare la
    frequenza, l’età e soprattutto la sfera psicologica dei giovani sportivi, attraverso l’approccio del questionario anonimo.

I risultati di tali studi, rivelano la preoccupante realtà di una disturbata sfera comportamentale dei numerosi adolescenti che fanno uso di steroidi
anabolizzanti (AAS).

  • Burnett e Kleiman (1994)
    hanno evidenziato, attraverso uno studio comparativo tra atleti che fanno regolarmente uso di steroidi anabolizzanti (AAS) e coloro che non ne fanno
    uso, che l’assunzione di AAS è correlata, tra le altre cose, alla comparsa di stati depressivi, di ansia e, in generale, a disturbi comportamentali.
  • Fudala e collaboratori (2003)
    riferiscono sette casi di persone che fanno uso di steroidi anabolizzanti autosomministrati, valutandone gli effetti psicologici e psichiatrici. In
    presenza di una anamnesi negativa per patologie di natura psichiatrica, gli Autori riportano la comparsa, durante il periodo di osservazione di stati
    depressivi, fobie, distimia, ansia, anedonia, aumento dell’aggressività e dell’impazienza, indifferenza verso gli altri. Fudala et al. (2003) non
    escludono, però che l’insorgenza di effetti collaterali di natura psicologica in chi fa uso di AAS, possa essere generata o amplificata dalla presenza
    di qualche cofattore esterno (eventi accidentali, uso di droghe).
  • Kindlundh e collaboratori (1999)
    attribuiscono la comparsa di disturbi psicologici di varia natura alle singole personalità dei soggetti che fanno uso di AAS.

Gli Autori riportano infatti che, tali disturbi possono comparire sotto forma di ansia, depressione, manie, psicosi, irritabilità, ostilità, aggressivit
e, persino, amnesia, schizofrenia, e comportamenti violenti.

  • Midgley e collaboratori (2001)
    hanno condotto uno studio sperimentale su un gruppo di atleti che fanno abitualmente ricorso a steroidi anabolizzanti (AAS), sottoponendoli a test
    psicometrici e confrontando i risultati con un gruppo di controllo. Le conclusioni, però, non sono univoche: Infatti, da un lato confermano che i
    consumatori di steroidi anabolizzanti hanno un minor controllo della propria aggressività rispetto al gruppo di controllo, mentre dall’altro
    sottolineano la necessità di studi sperimentali atti a stabilire se sia l’uso di steroidi a rendere aggressivi o se, invece, le persone aggressive
    siano attratte dall’uso di steroidi.
  • Pagonis e collaboratori (2005)
    hanno condotto uno studio su una coorte di 320 body-builders, a livello amatoriale-dilettantistico, suddivisa in tre sottogruppi: 160 facevano uso di
    steroidi anabolizzanti, 80 placebo, 80 non facevano uso di sostanze. Al campione sono stati somministrati test psicometrici dai quali è emerso una
    differenza statisticamente significativa tra il gruppo che faceva uso di steroidi e i due gruppi che non ne facevano uso, nella comparsa di effetti
    collaterali di natura psichica. I risultati, infatti, mettono in evidenza l’intensificarsi della comparsa di effetti psicopatologici quali aggressione
    ed ostilità nei body-buiders che utilizzavano AAs. Tale studio, inoltre, rileva come la molteplicità delle modificazioni psicologiche subite dai
    consumatori di AAS sia attribuibile alla varietà, al tipo, alle combinazioni , alle dosi e alla durata di tali sostanze.
  • Gallimberti e collaboratori (2004)
    documentano che i meccanismi d’azione a livello cerebrale degli steroidi anabolizzanti insieme ad altre sostanze come gli stimolanti si esplicano
    nell’aumento di dopamina cerebrale, con coinvolgimento del sistema dopaminergico di ricompensa (Reward System). Le sostanze d’abuso, tra cui il doping,
    finiscono con l’attivare questo sistema ritenuto il substrato neurobiologico più importante nell’indurre e nel mantenere gli stati di abuso/dipendenza.

Gli Autori evidenziano inoltre il fatto che l’uso di sostanze dopanti da parte di alcuni sportivi possa assumere le tipiche connotazioni di una
tossicodipendenza e, in quanto tale, sia determinato dalla commistione di fattori neurobiologici e psicopatologici.

  • Sotto l’aspetto comportamentale, come riportano Gallimberti e collaboratori (2004), il ricorso a sostanze d’abuso e l’estremizzazione
    in tossicodipendenza è riferito, anche se in modo forse riduttivo, al “rinforzo positivo che una determinata sostanza è in grado di associare ad un
    determinato comportamento”.
  • Dal punto di vista psicodinamico, sono numerosi i fattori che potrebbero spiegare il ricorso dell’uomo all’uso di sostanze. Kindlundh e collaboratori (2001), hanno preso in considerazione che uno dei tratti che si riscontra più frequentemente negli sportivi
    è la bassa autostima. E’ proprio in una bassa autostima che si possono ricercare le motivazioni di approcci sbagliati al mondo sportivo da parte di
    adolescenti e giovani.
  • Uzych (1992), Bahrke e Yesalis (2004) e Maravelias e collaboratori (2005)
    nell’affrontare gli effetti collaterali dovuti all’assunzione di AAS, documentano, in coloro che ne fanno uso, lo sviluppo di aggressività,
    fluttuazione del tono dell’umore, sintomi psicotici, paranoia e, in caso di sospensione, depressione.
  • Levandowski e collaboratori (1991)
    aggiungono anche la comparsa di una sensazione di invulnerabilità da parte del soggetto consumatore di AAS.
  • Kam e Yarrow (2005)
    documentano che l’utilizzo di AAS può favorire l’insorgenza di cambiamenti del tono dell’umore nel 48% dei soggetti che ne fanno uso e nel 5% dei casi
    sviluppo di mania o ipomania. Inoltre, in accordo con quanto precedentemente detto, esisterebbe una correlazione tra atteggiamento violento,
    antisociale e abuso di AAS.
  • Galligani e collaboratori (1996)
    evidenziano il crescente ricorso da parte di giovani atleti a steroidi anabolizzanti (AAS), hanno condotto uno studio sperimentale attraverso la
    somministrazione di un questionario anonimo a 70 bodybuilders. All’interno del gruppo, sono stati selezionati tre sottogruppi costituiti da consumatori
    abituali di steroidi anabolizzanti, soggetti che ne hanno fatto uso in passato e che non ne hanno mai fatto uso. Con lo scopo di esaminare i profili
    psicologici dei tre gruppi di atleti, gli Autori concludono riferendo che i consumatori abituali di steroidi anabolizzanti presentavano i punteggi più
    alti, rispetto agli altri due gruppi, per quanto riguarda il livello di aggressione verbale, paventando l’ipotesi che la somministrazione e ancor più
    l’autosomministrazione di AAS in dose massicce e per lunghi periodi di tempo possa indurre cambiamenti psicologici secondo meccanismi neurobilogici e
    suggerendo una stretta relazione funzionale tra gli androgeni e il meccanismo centrale della serotonina, come ragione degli effetti degli AAS sulla
    personalità.
  • Si cita ad esempio il fatto che negli Stati Uniti gli adolescenti che fanno uso di steroidi anabolizzanti prestano una elevata incidenza di
    comportamenti ad alto rischio, quali: guida in stato di ubriachezza, necessità di indossare sempre una pistola, mancato utilizzo del casco in moto, uso
    di altre sostanze illecite.

L’aspetto psicologico di più estrema entità correlato all’assunzione di steroidi anabolizzanti è rappresentato dal tentativo di suicidio. Al proposito, si
cita l’analisi condotta da Thiblin e collaboratori (1999), su otto casi di suicidio di individui maschi tra i 21 e i 33 anni, accomunati
dall’uso continuativo o discontinuo di steroidi anabolizzanti. Gli Autori, confermando che l’uso prolungato di steroidi anabolizzanti determini problemi di
natura psichica, che possono variare da perdita di controllo, a stati d’ansia, stati depressivi o maniacali di grave entità, sottolineano come questi
possano sfociare in tentativi di suicidio, nel caso di soggetti predisposti.


Altri possibili effetti collaterali

Il ricorso all’uso di sostanze illecite, come il doping, può presentare rischi che spesso vengono sottovalutati o meglio non considerati possibili da chi
ne fa uso. La letteratura scientifica riporta, oltre agli effetti collaterali sul sistema cardiovascolare e sul sistema nervoso centrale gia citati in
precedenza, altre complicazioni quali: traumatismi, epatotossicità, rischio di contrarre infezioni, e possibile insorgenza di neoplasie. Per comprendere
quanto questi rischi non possano essere sottovalutati si riportano alcuni studio al riguardo, raggruppati in tre grandi categorie.

TRAUMATISMI ASSOCIATI AL DOPING

La letteratura scientifica presente sull’argomento riporta la presenza di infortuni muscolotendinei molto gravi che vengono posti in relazione
all’assunzione di steroidi anabolizzanti. Il dato che deve far riflettere è la rarità degli infortuni in giovani atleti.

1991 Laseter e collaboratori
evidenziano il fatto che gli steroidi anabolizzanti associati con l’esercizio fisico possano indurre patologie a carico dei tendini. Avendo condotto
sperimentazioni su animali di laboratorio che esulano dalla presente trattazione, ma che hanno evidenziato una alterazione delle fibre di collagene legata
al consumo di steroidi anabolizzanti, gli Autori invitano a prestare particolare attenzione alla rottura spontanea di tendini in atleti che hanno assunto
grandi dosi di steroidi anabolizzanti.

1994 David
descrive il caso di un body-builder di 32 anni che ha riportato la rottura simultanea del tendine del muscolo quadricipite. Per dieci anni ha fatto uso di
diverse sostanze illecite, compresi gli steroidi anabolizzanti, per aumentare il fisico e la performance atletica. La rottura simultanea dei tendini è
rara; di solito è una patologia che di norma colpisce persone anziane obese, diabetiche o persone di 30-50 anni con insufficienza renale cronica o
iperparatirodismo. Gli autori ipotizzano alla luce degli studi effettuati su animali da esperimento che la causa sia da ricondurre all’uso degli steroidi
anabolizzanti che determinano modificazioni strutturali tessuto connettivo.

1995 Liow e Tavares
descrivono la rottura simultanea dei tendini del muscolo quadricipite. Escludendo condizioni generalizzate predisponenti quali: insufficienza renale
cronica, iperparatiroidismo in soggetti giovani o diabete e obesità in soggetti anziani, gli Autori concordano che probabilmente la rottura del tendine sia
da correlare con l’ingestione di steroidi.

1995 Freeman e Rooker
sottolineano che l’aumento della forza muscolare non significa automaticamente un pari incremento della robustezza del tendine:questo equivale a dichiarare
una predisposizione alla rottura tendinea. Laseter e Russell suggeriscono che l’utilizzo di steroidi anabolizzanti in associazione con esercizio fisico
potrebbe portare a displasia delle fibre collagene con diminuzione della forza del tendine. Questo case report suggerisce che la combinazione tra esercizio
fisico ed uso di steroidi anabolizzanti porta a distruzione del tessuto connettivo.

2001 Csizy M e Hintermann B.
riportano il caso della rottura del tendine di Achille in seguito ad un’iniezione locale di steroidi.

2003 Battista e collaboratori
documentano la rottura bilaterale del tendine di Achille in un body builder di 35 anni. Il soggetto aveva riferito, di aver fatto uso di androstenediolo.
circa un mese prima dell’incidente

DOPING POSSIBILE CAUSA DI NEOPLASIE

In questa categoria vengono presentati gli studi che hanno riportato casi di neoplasie correlate all’uso di sostanze dopanti.

Si ritiene che tali informazioni siano estremamente importanti e si auspica che invitino alla riflessione i giovani atleti che spesso, con troppa
superficialità, ricorrono a sostanze illecite.

1999 Froehner e collaboratori
documentano la presenza di una neoplasia testicolare (leiomiosarcoma) in un atleta di 32 anni che aveva sistematicamente fatto uso di steroidi per un
periodo di cinque anni. Gli Autori ipotizzano il possibile ruolo giocato dagli steroidi nello sviluppo di tale tumore e invitano a sorvegliare gli atleti
che hanno fatto uso di alte dosi di steroidi.

2000 Nakao e collaboratori
riportano il caso di un adenoma epatico multiplo diagnosticato in una giovane donna di 20 anni che per sei anni è stata farmacologicamente trattata con
steroidi anabolizzanti per curare l’anemia aplastica di cui era affetta. Gli Autori ipotizzano che il trattamento farmacologico a base di steroidi abbia
giocato un ruolo importante nell’insorgenza della neoplasia (benigna).

2005 Socas e collaboratori
riportano la possibile correlazione tra abuso di steroidi anabolizzanti ed insorgenza di patologia neoplastica in due body builders.

Il primo di 35 anni ha fatto uso di steroidi (sia per via orale sia per iniezione) per circa quindici anni senza accusare nessun disturbo. Sottoposto a
visita medica e ad accertamenti ematici gli viene riscontrato: un’epatomegalia (aumento del fegato), una alterazione dei parametri epatici (transaminasi) e
la negatività per il virus dell’epatite B e C. A seguito di un’ecografia epatica con biopsia gli viene diagnosticata la presenza di un adenoma epatico.

Il secondo caso riguarda un giovane atleta di 23 anni che aveva fatto uso di grandi quantità di steroidi anabolizzanti ed aveva presentato, circa sei mesi
dopo, diversi disturbi fisici. Gli esami di laboratorio hanno evidenziato alterazioni epatiche (aumento delle transaminasi), alterazioni renali (aumento
della creatinina e dell’azotemia) e alterazioni elettrolitiche; la risonanza magnetica ha mostrato un’epatomegalia e la presenza di un adenoma epatico.
L’adenoma epatico non è un tumore maligno, ma essendo molto vascolarizzato per la presenza di numerosi capillari, può andare incontro a rottura e
susseguente emoperitoneo, per questo motivo spesso necessita di intervento chirurgico.

Gli Autori concludono il presente lavoro correlando l’insorgenza di adenoma epatico con l’ingente assunzione di steroidi anabolizzanti.

DOPING POSSIBILI COMPLICAZIONI

In questa sezione, si vuole evidenziare come gli effetti collaterali dovuti al doping possano coinvolgere diversi organi ed apparati del corpo umano. A
tale scopo, si propongono i casi più significativi riportati in letteratura.

1994 Yoshida e collaboratori
descrivono il caso di un giovane sollevatore di pesi di 26 anni che, in seguito all’uso di stanozololo (steroide anabolizzante), ha presentato una grave
disfunzione epatica e un’insufficienza renale acuta. Gli accertamenti sanitari condotti hanno evidenziato: aumento della creatinina e della birilubina, la
biopsia epatica ha mostrato aree di degenerazione epatocitaria e fibrosi. Gli Autori associano l’assunzione di stanozololo allo scatenarsi del quadro
clinico nel giovane atleta.

1994 Wemyss-Holden e collaboratori
hanno studiato la possibile relazione tra abuso di steroidi anabolizzanti ed alterazione a livello del tratto urinario. Sono stati riscontrati, in un body
builder amatoriale di 49 anni, un aumento del volume prostatico, riduzione del flusso di urina e alterazione dello svuotamento. Gli Autori sottolineano la
necessità di approfondire tali conoscenze.

1995 Widder e collaboratori
riferiscono la presenza di endoftalmite da candida albicans dopo abuso di steroidi anabolizzanti, in giovane atleta di 24 anni. Esclusi i fattori di
rischio quali HIV, stato immunosoppresso, terapie immunosoppressive e utilizzo di droghe per via endovenosa, gli Autori hanno ipotizzano il ruolo degli
steroidi nella comparsa del quadro clinico anche se definiscono comunque poco chiaro il meccanismo.

1999 Rich e collaboratori
hanno notato, nella letteratura scientifica presente, una possibile correlazione tra uso di steroidi anabolizzanti e complicazioni di tipo infettivo. I
risultati ottenuti hanno messo in evidenza che tale evenienza non può essere esclusa in quanto sono stati riscontrati in atleti che facevano uso per via
intramuscolare : sia infezione da HIV (virus dell’immunodeficienza acquisita), HCV (epatite C), HBV (epatite B) per scambio di siringhe, che formazione di
ascessi di natura batterica (stafilococchi e pseudomonas) nelle sedi di iniezione.

2001 Pavlatos e collaboratori
nel loro articolo prendono in esame le conseguenze fisiche dovute all’assunzione di uno steroide anabolizzante (oxymetholone). L’ittero colestatico risulta
essere l’effetto collaterale più presente dovuto all’assunzione di tale farmaco, inoltre l’epatossicità è maggiore se preso per via orale e lo sviluppo di
peliosi epatica, assai rara, non è da escludere.

2002 Stimac e collaboratori
presentano il caso di un giovane body builder di 26 anni che in seguito all’assunzione di alte dosi, per via intramuscolare, di steroidi anabolizzanti
aveva presentato un quadro clinico di tossicità epatica tale da richiedere il ricovero in ospedale. I risultati degli esami di laboratorio hanno rilevato:
un aumento delle transaminasi (GOT/GPT), della birilubina, della ferritina in assenza di positività per i test dell’epatite. Negative si sono rilevate
l’ecografia e la Tac, ma la biopsia epatica ha evidenziato un’infiammazione portale con presenza di aree di necrosi (morte) epatocitaria. Gli Autori
concludono affermando che in assenza di altre cause di danno al fegato il quadro clinico è da ricondurre alle alte dosi di steroidi.

2003 Urhausen e collaboratori
hanno valutato l’andamento di alcuni parametri biochimici in atleti che facevano uso di steroidi anabolizzanti rispetto a quelli di atleti che avevano
smesso di farne uso. Dai risultati ottenuti su un campione di 32 body builder e sollevatori di pesi (17 “dopati”- 15 “ex dopati”) appare evidente che
coloro che continuavano a fare uso di steroidi registravano aumenti delle piastrine, dell’emoglobina, dell’ematocrito, di leucociti, bassi livelli di HDL
(fattori favorenti patologie cardiovascolari), inoltre si registrava aumento delle transaminasi ed alterazioni delle concentrazioni ormonali (testosterone,
estradiolo, LH, FSH) rispetto a coloro che non ne facevano più uso.

2005 Maravelias e collaboratori
nel prendere in rassegna la letteratura di riferimento sottolineano gli effetti collaterali a livello del fegato in seguito dell’assunzione di steroidi
anabolizzanti. In particolare si hanno: aumento degli enzimi epatici (transaminasi), ittero (aumento della birilubina nel sangue) colestatico , possibile
sviluppo di tumori e in rari casi epatite.

2005 Belli e Vanocore
hanno investigato nel loro studio le cause di mortalità in 24000 giocatori di calcio italiani dal 1960 al 1996. I risultati ottenuti evidenziano un alto
rischio per sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Nonostante, in letteratura, non sia chiara l’associazione tra questa malattia e lo sport, gli Autori
suggeriscono una possibile correlazione tra utilizzo di sostanze dopanti per aumentare la performance sportiva, supplementi dietetici e sviluppo di SLA.

2005 Moor e Khan
riferiscono per la prima volta la comparsa di un laringocele (estroflessione della mucosa) in un body builder di 36 anni che aveva fatto uso di steroidi
anabolizzanti e ormone della crescita. Il soggetto per la risoluzione dei disturbi presentati (raucedine e difficoltà respiratorie), si è sottoposto
inizialmente a trattamento farmacologico e in seguito ad intervento chirurgico endoscopico.

2006 Bates e Baylis
riportano il caso clinico di un giovane body builder, il quale ha necessitato di ricovero ospedaliero per gli effetti collaterali riportati dal consumo di
efedrina (stimolante) e sertralina (antidepressivo con azione di potenziare la sensazione di sazietà con conseguente perdita di peso). L’atleta ha
presentato una rabdomiolisi (necrosi delle cellule del muscolo) e una tossicità epatica, gli Autori riconducono all’uso contemporaneo delle sostanze il
quadro clinico.

FONTE: Commissione per la Vigilanza e il Controllo sul Doping e per
la tutela della salute nelle attività sportive.