Non è facile con lo sport moderno parlare di etica e risultati; etica e record. Di solito i due termini non vanno d’accordo nel senso che per rincorrere i risultati e – a maggior ragione i record – la storia dello sport ci ha insegnato che l’atleta è disposto a qualsiasi “sacrificio”. E spesso anche all’imbroglio. Dunque fare un record dell’ora su pista, sia pure nel settore amatoriale e per di più con la maglia etica sulle spalle è qualcosa di non comune. L’obbiettivo lo ha centrato Maurizio Marchetti, 49 anni, giunto alle soglie del professionismo nel 1997 e all’epoca messo all’indice dall’ambiente delle due ruote a pedali per essersi schierato in modo inequivocabile contro il doping. Erano i tempi d’oro dell’epo e per testimoniare la sua pulizia Maurizio fu il primo a rendere pubblici i valori dei suoi test ematici. All’epoca una mossa rivoluzionaria e “destabilizante” per il movimento, dedito alle pratiche e ai farmaci più pericolosi. Marchetti sulla pista di Forano ha coperto 39,300 chilometri in un’ora, nuovo record della categoria amatori e con le insegne della “Sapientiae Motusque”, l’associazione di cui è presidente, ideatrice del progetto maglia etica-antidoping. Un record che vale doppio, dunque, perché perfettamente a dimensione di uomo e di atleta pulito. Un record non facile perché realizzato sulla pista di Forano (Rieti), un anello corto di soli 250 metri che costringe, dunque a pedalare molto tempo in curva spendendo molte energie. Marchetti si è allenato seguendo i consigli del tecnico Claudio Giacomi. Prima di lui Ivo Sforzi, aveva fissato nel 1985 il suo record a 38,760 km/h.
‘’Dopo la buona prestazione dello scorso novembre ho voluto tornare a Forano con maggiore determinazione – ha raccontato Marchetti che ha condotto il tentativo a digiuno da parecchie ore – Il clima estivo mi ha dato nuovi stimoli e vorrei che questo risultato innescasse una bella sfida tra i corridori di ogni categoria, naturalmente professionisti compresi, per migliorare i record lottando all’aria aperta e con biciclette non accessoriate. Una proposta avvincente che e’ bello formulare come alternativa ai continui record mondiali stabiliti da atleti della massima categoria negli ultimi mesi su piste coperte e con veicoli frutto dell’ipertecnologia”.
Ad applaudire il neoprimatista i vertici di Federciclismo Lazio e l’ex-corridore e direttore sportivo di lungo corso Giuseppe Petito.

Fonte: http://capodacqua.blogautore.repubblica.it/2015/06/30/marchetti-il-record-etico-e-possibile/