Un blog per uno sport...

Tabudoping.it si rivolge a tutti gli sportivi ed incentiva a fare sport ad alti livelli senza ricorrere al doping.
Ideato da Maurizio Marchetti (Patrocinio del ministero della Salute al Progetto Maglia Etica Antidoping).
Ex ciclista professionista, vuole imporsi nella rete anche come punto di riferimento per chi si avvicina per la prima volta allo sport professionistico.
Progetto: La scuola unico antidoto al doping - Articoli Maglia Etica Antidoping
Il Curriculum di Maurizio Marchetti

 


 

 

 

  by Maurizio Marchetti

 

Simone Petilli conquista da degno interprete la maglia etica-antidoping

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”Mi impegno sempre al massimo delle mie possibilita’ ma quando in una gara c’e’ in palio la maglia etica antidoping sono spinto a dare ancora di piu’. Sono stato uno dei primi corridori a indossarla al Giro della Valle d’Aosta di due anni fa, la corsa che la introdusse, rivestirla al Trofeo Edil C 2015 di Collecchio rende meno amaro il secondo posto al traguardo. Quello che conta, per me. oltre al risultato agonistico e’ propormi come atleta leale e credibile in uno sport su cui ho investito la mia gioventu’ per intero, rinunciando all’universita’ per interpretarlo al meglio”.

Simone Petilli, ragioniere lecchese con licenza di diventare talento di punta del ciclismo e annessa parlantina fragrante, si e’ aperto con queste riflessioni sul podio della gara parmigiana – organizzata con cura crescente dal G.S. Virtus Collecchio – confermatasi prestigioso appuntamento internazionale per corridori Elite Under23 con 184 atleti al via.

Onnivoro collezionista di piazzamenti e di successi in classifiche speciali nelle sue prime due stagioni da professionista, Petilli, 21 anni, ha animato l”’Edil C” nella fuga decisiva a tre scattata a cinquanta chilometri dalla conclusione cedendo soltanto sull’ultima ascesa al gran premio della montagna di Segalara all’eta’, e relativa scaltrezza, di Francesco Reda, insolito vincitore a 32 anni.

”Una corsa d’attacco mi ha garantito la maglia etica che spero mi proietti alla casacca della nazionale azzurra tra pochi giorni al Giro del Trentino per confrontarmi con chi rifinisce la condizione per il Giro d’Italia – ha aggiunto il leader della Unieuro Wilier Trevigiani – Ho anche un desiderio per l’estate: lottare ancora al Giro della Valle d’Aosta per la maglia etica ai traguardi volanti dove spero davvero di ritrovarla. Due anni fa la persi contro Marco Chianese ed e’ un obiettivo da centrare. Mi piace aggiungere uno step alla volta sul cammino della serieta”’.

Soddisfazione piena per patron Corrado Cavazzini che, unitamente al presidente Virtus Stefano Risoli, crede nella maglia etica dallo scorso anno: ”La classifica combinata con la Coppa Collecchio del prossimo 22 settembre ci consegnera’ una competizione nella competizione davvero interessante. L’iniziativa della casacca che premia chi accetta i controlli volontari a tutela della salute – sostenuta dall’Unione nazionale Veterani dello Sport – piace ai giovani corridori, li spinge a mettersi in evidenza con forti stimoli personali: anche Simone Velasco, corridore etico dell’edizione 2014 oggi ha attaccato prima di meta’ gara per riconfermarsi, sbagliando solo la scelta di tempo che lo ha privato di energie nella fase decisiva”.

Etica tra banchi di scuola e velodromi

La casacca-simbolo dell’Associazione Sapientiae Motusque continua, parallelamente alle gare, la sua attivita’ divulgativa di valori nelle scuole secondarie col presidente Maurizio Marchetti che venerdi’ 17 aprile partecipera’ all’Istituto Fratelli Rosselli di Aprilia (Latina) come relatore, accanto a esponenti di varie discipline, all’evento Impronta Sportiva.

Marchetti ha nel frattempo ripreso gli allenamenti per migliorare tra fine primavera e inizio estate il suo record dell’ora etico di cinque mesi fa sulla pista laziale di Forano: nel mirino la misura di 38,760 km, tuttora miglior prestazione italiana amatoriale, stabilita nel 1984 al velodromo Fornacette di Livorno da Ivo Sforzi, che supera al momento di appena dieci metri il risultato di 38,750 ottenuto da Marchetti a novembre.

foto premiazione maglia etica Simone Petilli , pre-gara Simone Velasco, maglia etica Trofeo Edil C 2014

Fonte:
http://www.ilgiornaledellosport.net/notizie-di-ciclismo/item/77737-ciclismo-elite-under-23-19-trofeo-edil-c-di-collecchio.html

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38,750 km/h la media ottenuta da Maurizio Marchetti sui 250 metri della pista scoperta in cemento di Forano per portare in prima persona il messaggio fattivo della maglia etica-antidoping, l’iniziativa a tutela dello sport credibile ideata dall’Associazione Sapientiae Motusque di Sezze (Latina) – di cui l’ex-corridore professionista laziale è presidente – e sviluppata con l’Unione Nazionale Veterani dello Sport.

Due mesi di fitti allenamenti su strada, seguito dall’ottimo preparatore Claudio Giacomi, sulla sua Pinarello Onda in carbonio, sostituita per la pista dallo stesso modello in alluminio – con ruota lenticolare posteriore – fornito dal Comitato del Lazio di Federciclismo, hanno ripagato Marchetti con una soddisfazione che va al di là del mero riscontro cronometrico: ”Dopo due anni di lavoro sulla maglia etica, l’introduzione nel mondo dell’agonismo, col sostegno di Ministero della Salute e Coni, e l’allargamento ad altre discipline, ho ritenuto di stimolare le forze sane del settore amatoriale, interessato da frequenti casi di positività al doping, a emergere con la sfida accattivante del record dell’ora all’aperto, specialità che esalta determinazione in se stessi nell’utilizzo dell’energie psicofisiche individuali.”

Il supporto dell’associazione I Raccapezzati, guidata da Fulvio Fazolo, responsabile della gestione dell’impianto di Forano, paese della provincia di Rieti con corposi cromosomi a pedali, è un passaggio frutto di un attento lavoro di squadra iniziato col tesseramento del neorecordman per l’A.s.d. Sezze, diretta dall’esperto tecnico Lidano Salati, e proseguita col coinvolgimento della Cassa Rurale e Artigiana dell’Agro Pontino come partner del progetto.

I successivi test ematici, eseguiti dal laboratorio analisi dell’Asl di Latina, hanno evidenziato un quadro sanitario decisamente etico per Marchetti, coi valori dell’emoglobina glicata di particolare rilievo.

”Non intendo certo fermarmi qui: negli ultimi cinque chilometri del tentativo ho tenuto i 44 km/h di media e a Forano tornerò la prossima primavera. Tra le lezioni per la laurea specialistica in Scienze Motorie all’università romana di Tor Vergata e quelle antidoping che continuo a tenere nelle scuole medie superiori, gli allenamenti proseguono – spiega un motivatissimo Marchetti – Per inizio dicembre ho già in programma altri test al velodromo livornese di San Vincenzo: sulla pista toscana, lunga 333 metri, conto di spingere ancora meglio sui pedali e un domani non troppo lontano vorrei portare il record etico oltre i confini nazionali”.

Intanto per lui arrivano altre soddisfazioni profonde come l’inserimento nel ”pacchetto di legalità”, il quadro formativo tematico dell’istituto alberghiero Alessandro Filosi di Terracina per l’anno scolastico in corso: centesimo incarico di un cammino ultradecennale come educatore, mentre la maglia etica antidoping prepara nuovi sviluppi 2015 con un accurato lavoro di equipe.

S. Valier

Fonte: http://lenews.info

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IL NEO RECORDMAN MAURIZIO MARCHETTI E CLAUDIO GIACOMI PREPARATORE

Questa volta la ”bomba” e’ rappresentata da una brioche riccamente guarnita di confettura con annesso cappuccino caldissimo: quanto basta per confezionare a 49 anni di eta’, inguainato in un vistoso ”body etico” un eccellente record dell’ora amatoriale

38,750 km/h la media ottenuta da Maurizio Marchetti sui 250 metri della pista scoperta in cemento di Forano per portare in prima persona il messaggio fattivo della maglia etica-antidoping, l’iniziativa a tutela dello sport credibile ideata dall’Associazione Sapientiae Motusque di Sezze (Latina) – di cui l’ex-corridore professionista laziale e’ presidente – e sviluppata con l’Unione Nazionale dello Sport.

Due mesi di fitti allenamenti su strada, seguito dall’ottimo preparatore Claudio Giacomi, sulla sua Pinarello Onda in carbonio, sostituita per la pista dallo stesso modello in alluminio – con ruota lenticolare posteriore – fornito dal Comitato del Lazio di Federciclismo, hanno ripagato Marchetti con una soddisfazione che va al di’ la del mero riscontro cronometrico: ”Dopo due anni di lavoro sulla maglia etica, l’introduzione nel mondo dell’agonismo, col sostegno di Ministero della Salute e Coni, e l’allargamento ad altre discipline, ho ritenuto di stimolare le forze sane del settore amatoriale, interessato da frequenti casi di positivita’ al doping, a emergere con la sfida accattivante del record dell’ora all’aperto, specialita’ che esalta determinazione in se stessi nell’utilizzo dell’energie psicofisiche individuali”.

Il supporto dell’associazione I Raccapezzati, guidata da Fulvio Fazolo, responsabile della gestione dell’impianto di Forano, paese della provincia di Rieti con corposi cromosomi a pedali, e’ un passaggio frutto di un attento lavoro di squadra iniziato col tesseramento del neorecordman per l’A.s.d. Sezze, diretta dall’esperto tecnico Lidano Salati, e proseguita col coinvolgimento della Cassa Rurale e Artigiana dell’Agro Pontino come partner del progetto.

I successivi test ematici, eseguiti dal laboratorio analisi dell’Asl di Latina, hanno evidenziato un quadro sanitario decisamente etico per Marchetti, coi valori dell’emoglobina glicata di particolare rilievo.

”Non intendo certo fermarmi qui: negli ultimi cinque chilometri del tentativo ho tenuto i 44 km/h di media e a Forano tornero’ la prossima primavera. Tra le lezioni per la laurea specialistica in Scienze Motorie all’universita’ romana di Tor Vergata e quelle antidoping che continuo a tenere nelle scuole medie superiori, gli allenamenti proseguono – spiega un motivatissimo Marchetti – Per inizio dicembre ho gia’ in programma altri test al velodromo livornese di San Vincenzo: sulla pista toscana, lunga 333 metri, conto di spingere ancora meglio sui pedali e un domani non troppo lontano vorrei portare il record etico oltre i confini nazionali”.

Intanto per lui arrivano altre soddisfazioni profonde come l’inserimento nel ”pacchetto di legalita”, il quadro formativo tematico dell’istituto alberghiero Alessandro Filosi di Terracina per l’anno scolastico in corso: centesimo incarico di un cammino ultradecennale come educatore, mentre la maglia etica-antidoping prepara nuovi sviluppi 2015 con un accurato lavoro di equipe.

Sezze (Latina), 29 novembre 2014

Fonte: http://ciclismopavese.it/

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Maurizio Marchetti ne ha inventata un?altra. Il ciclista, che da anni gira le scuole italiane per strillare il suo no al doping, nonostante i suoi 49 anni non vuole mollare la sua bicicletta. Stamattina, alle 10, nel velodromo di Forano, in provincia di Rieti, con la collaborazione dei padroni di casa dell?Asd Raccapezzati, il ciclista di Sezze, che si è avvalso dei consigli di Claudio Giacomi per preparare l?impresa, proverà il record italiano dell?ora dei cicloamatori, categoria Master 4. «E pedalerò con la maglia etica antidoping che ha fatto un po? il giro d?Italia in questi ultimi mesi». Un simbolo del ciclismo pulito che ha avuto in questi anni tanti testimonial importanti, fra cui il grande Alfredo Martini, scomparso quest?estate.All?aperto Per l?occasione ha scelto una normale bici da inseguimento. Che risultato pensa di raggiungere? «Non lo so, vorrei abbattere il muro dei 40 chilometri. Non vi sembra granché? Aspettate…Non dimenticate che correrò all?aperto (tempo permettendo). Al coperto, è tutta un?altra cosa: si scorre di più e non c?è il vento, fattore fondamentale per una prova di un?ora». Tanto per dare l?idea, l?attuale record dell?ora assoluto, è detenuto dall?austriaco Matthias Brandle con 51,852 km. L?impresa, recentissima, è stata realizzata, nel velodromo di Aigle, in Svizzera. Quasi 30 anni Il tentativo di Marchetti si svolgerà in un piccolo centro, che da quasi 30 anni coltiva la sua passione ciclistica nell?anello del velodromo da 250 metri. Che fu inaugurato nel lontano 1985 da Francesco Moser. Un piccolo «miracolo» che resiste. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Valerio Piccioni.

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Video sul Doping – interviste a Maurizio Marchetti

Articoli Maglia Etica Antidoping

La maglia etica contro il
doping


Ciclismo: Nibali e Martini appoggiano progetto maglia etica


Ciclismo: a Casale si celebra la maglia etica anti-doping


Al Memorial Bardelli premiata la «maglia etica» del ciclismo


ETICA DELLO SPORT – Un seminario a Rivarolo in attesa del Giro d’Italia



Mennea propone la maglia etica



Maurizio Marchetti: Ciclismo e tabù



Martini e Nibali per la maglia etica antidoping



CICLISMO: MAGLIA ETICA-ANTIDOPING: LA STAGIONE 2014 INIZIA AL GRAN PREMIO
MARCELLO FALCONE JUNIORES E AL TROFEO EDIL C DILETTANTI ELITE-UNDER23


Alla Festa dello Sport, la
maglia etica-antidoping



Sabato 14 convegno a Casale sulle iniziative della maglia etica-antidoping


Ciclismo/ Traguardi volanti antidoping e maglia etica, la proposta della
Sapientiae Motusque


LA MAGLIA ETICA – Presenza Educativa

 

Se il mondiale di ciclismo si e’ chiuso con un bottino magrissimo di soddisfazioni in chiave azzurra rispetto alle aspettative, à cote’ della kermesse internazionale di Firenze e’ stata la maglia etica-antidoping a riscuotere un lusinghiero successo in ambito accademico: la Notte dei Ricercatori, celebrata al Rettorato dell’Universita’ del capoluogo toscano, ha suggellato l’approvazione piena del mondo della ricerca medica, a tutela dell’integrita’ psico-fisica degli atleti, e della magistratura giudicante nell’ambito dei reati commessi col ricorso a sostanze vietate.
L’iniziativa dell’Asd Sapientiae Motusque, appoggiata dall’Unione Nazionale Veterani dello Sport, e patrocinata dal Ministero della Salute, ha rappresentato uno dei momenti piu’ significativi del seminario ”Parliamo di doping e sostanze dopanti” che ha ribadito in toto la dannosita’, invalidante, spesso letale e percio’ priva di fondamento, della somministrazione di farmaci per la cura di patologie serie in soggetti sani con l’unico tangibile riflesso dell’incremento esponenziale degli utili delle case farmaceutiche.
Concetti espressi in modo diretto al pubblico di studenti e laureandi, tra cui anche ex-corridori lieti di avere abbandonato la pratica sportiva nelle categorie giovanili per evitare rischi concreti per la propria salute sotto la guida di tecnici inaffidabili.
Su questo orientamento analitico dei relatori, Maurizio Marchetti e Fabio Provera, figure di riferimento per la maglia etica-antidoping – che premia chi si impone ai traguardi volanti per sottoporsi a fine gara a test volontari – hanno ripercorso la genesi e lo sviluppo del progetto, avvalorato ora dal sostegno del presidente del Coni Giovanni Malago’ che – si legge in allegato – ha fornito un contributo di indirizzo di indubbio valore sul tema.
Marco Chianese (team Palazzago-Fenice) ha portato in Aula Magna la sua significativa testimonianza di primo corridore ad avere conquistato la casacca-antidoping durante il Giro della Valle d’Aosta a tappe riservato a corridori dilettanti Under23 del luglio scorso.
La corsa valdostana ha idealmente consegnato nell’ateneo fiorentino il testimone alla Granfondo di Roma del prossimo 13 ottobre: gli organizzatori del piu’ grande appuntamento amatoriale di fine stagione, guidati da Gianluca Santilli, hanno infatti inserito la maglia etica-antidoping nella loro competizione dove, oltre ai controlli sugli atleti per gli sprint intermedi, e’ stato deciso di far gareggiare un elegante sciame di duecento partecipanti fasciati dalla casacca ideata da Sapientiae Motusque con innegabili ricadute d’immagine.
Silvia Lambruschi, due ori mondiali 2012 nel pattinaggio artistico da difendere a Taipei a inizio novembre, ha nuovamente accostato la sua fresca immagine di testimonial alla maglia etica-antidoping realizzata per la granfondo romana, presentata in anteprima.

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Tratto da

http://www.ciclismoblog.it/

 

L’iniziativa dell’Asd Sapientiae Motusque sara’ evento seminariale di punta il prossimo 27 settembre, nel vivo della settimana iridata, al Rettorato dell’Universita’ di Firenze durante la Notte dei Ricercatori La bonta’ del progetto maglia etica-antidoping a sostegno del ciclismo credibile ha conquistato una vetrina di assoluto prestigio internazionale nel corso dei mondiali di ciclismo 2013: venerdi’ 27 settembre l’iniziativa dell’Asd ”Sapientiae Motusque” di Sezze (Latina) sara’ parte integrante del seminario ”Parliamo di doping e sostanze dopanti” organizzato dall’Universita’ di Firenze nell’ambito della ”Notte dei Ricercatori”, evento accademico di qualita’ e forte richiamo in una settimana iridata che pone la citta’ di Dante e Lorenzo il Magnifico al centro dell’interesse non soltanto sportivo. Alle 16.45 nell’aula magna del Rettorato dell’ateneo fiorentino – piazza San Marco, 4 – sara’ Alfredo Martini, leggendario tecnico azzurro della nazionale di ciclismo ora Presidente onorario Fci, a tenere a battesimo la casacca, patrocinata dal Ministero della Salute, accanto a Maurizio Marchetti e Fabio Provera, ”motori” di Sapientiae Motusque. Dopo il debutto agonistico della maglia etica al 50° Giro della Valle d’Aosta nel luglio scorso, Marco Chianese, vincitore nella corsa valdostana della speciale classifica dei traguardi volanti con successivo controllo antidoping volontario a fine gara, portera’ la sua testimonianza di corridore impegnato per un ciclismo inteso seriamente con se’ stessi: un’immagine rafforzatasi di recente per Marco, atleta del team Palazzago-Fenice, in virtu’ dell’autorevole vittoria di Ferragosto nella 67/a Firenze-Lido di Camaiore. ”La sensibilita’ del Magnifico Rettore Alberto Tesi ci onora – ha spiegato Maurizio Marchetti – Abbiamo avviato un dialogo di grande arricchimento con lui e il suo staff guidato dal professor Carlo Sorrentino che ci permette di inserire la nostra relazione tra gli interventi di importanti medici, studiosi e farmacologi che faranno una disamina accurata del fenomeno doping per la tutela della salute dei ragazzi a cui noi aggiungiamo un approccio culturale premiante per i giovani che, come Chianese, vogliono salire in bicicletta sgravati finalmente dal peso di un’immagine negativa che troppo sport programmato in laboratorio ha fatalmente creato e accresciuto negli ultimi decenni. Da parte mia continuero’, spinto da questa formidabile opportunita’, a tenere lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado come e’ accaduto gia’ in oltre mille appuntamenti con gli studenti nel corso dell’ultimo decennio”. ”L’antidoping praticato in corsa” e’ il titolo scelto con indubbio acume in seno ai vertici del Rettorato per lo spazio riservato alla maglia etica durante il seminario. ”L’Unione Nazionale Veterani dello Sport (Unvs) non puo’ che esprimere gratitudine verso un’Universita’ che da quasi settecento anni dispensa cultura, forma individualita’ di primo piano e comprende appieno l’importanza della lealta’ sportiva come step essenziale nel completamento delle personalita’ – ha aggiunto Andrea Desana, consigliere nazionale Unvs – Nel corso di quasi un anno di lavoro comune con Sapientiae Motusque la risposta di istituzioni e del mondo scolastico e’ stata straordinaria verso la casacca: confidiamo che anche gli organizzatori di gare che ci elogiano sappiano compiere il passo decisivo dell’adozione della casacca nelle loro competizioni, sul modello lungimirante del Giro della Valle d’Aosta, poiche’ in termini pratici e organizzativi si inserisce in modo semplice nel loro impegno offrendo eccellenti ricadute d’immagine”. Sezze (Latina), 3 settembre 2013 Alfredo Martini con maglia etica tra i vertici di Sapientiae Motusque (by Francesco Toldo)

Articolo tratto da
http://www.ciclismoblog.it/news/19218/la-maglia-etica-diventa-mundial-con-alfredo-martini/

Documenti sul Doping (download pdf)

Rapporti tecnici

Materiali di diffusione e divulgazione

 

Indagini conoscitive

Studi di efficacia

Tematiche specifiche

Gli effetti collaterali (parte 2)

Tabella 1 Effetti collaterali sul S.N.C. degli stimolanti

Altre categorie di sostanze dopanti che determinano effetti sulla psiche sono rappresentate da:

  • beta-bloccanti: in grado di provocare depressione, allucinazioni, confusione, incubi e disturbi del sonno;
  • cannabis sativa e indica che può generare irritabilità, alterazione capacità di giudizio, attacchi di panico, ansia, e ad alte dosi episodi psicotici
    di natura paranoie o schizofrenica.

La categoria più significativa è però rappresentata dagli steroidi anabolizzanti: infatti, il ricorso a questo tipo di sostanze dopanti è quello
maggiormente praticato, a tal punto da assumere dimensioni di preoccupante vastit

Di seguito si riporta una panoramica dei disturbi della sfera psicologica documentati in letteratura, con particolare attenzione a quelli correlati agli
steroidi anabolizzanti.

  • Allnutt (1994)
    riporta il caso di un giovane bodybuilder che dopo due anni di assunzione di testosterone, ha notato inizialmente un aumento della propria aggressivit
    ed agitazione. Due mesi dopo è caduto in una profonda depressione. Il quadro sintomatologico evidenziava la presenza di: insonnia, risveglio precoce
    nelle prime ore del mattino, scarso appetito, marcata diminuzione del peso corporeo, scarsa motivazione e idee di suicidio che si accompagnavano a
    pensieri paranoidi e a sensazioni deliranti. L’Autore ipotizza l’interferenza degli steroidi anabolizzanti sull’asse ipotalamo-ipofisi con conseguente
    azione sui recettori degli ormoni sessuali con il risultato di resistenze al trattamento con antidepressivi.
  • Per quanto riguarda l’uso di agenti dopanti in età adolescenziale, alcuni Autori (Kindlundh e collaboratori (1999); Nilsson e collaboratori, 2001; Kirkcaldy e collaboratori, 2002) hanno cercato di investigare la
    frequenza, l’età e soprattutto la sfera psicologica dei giovani sportivi, attraverso l’approccio del questionario anonimo.

I risultati di tali studi, rivelano la preoccupante realtà di una disturbata sfera comportamentale dei numerosi adolescenti che fanno uso di steroidi
anabolizzanti (AAS).

  • Burnett e Kleiman (1994)
    hanno evidenziato, attraverso uno studio comparativo tra atleti che fanno regolarmente uso di steroidi anabolizzanti (AAS) e coloro che non ne fanno
    uso, che l’assunzione di AAS è correlata, tra le altre cose, alla comparsa di stati depressivi, di ansia e, in generale, a disturbi comportamentali.
  • Fudala e collaboratori (2003)
    riferiscono sette casi di persone che fanno uso di steroidi anabolizzanti autosomministrati, valutandone gli effetti psicologici e psichiatrici. In
    presenza di una anamnesi negativa per patologie di natura psichiatrica, gli Autori riportano la comparsa, durante il periodo di osservazione di stati
    depressivi, fobie, distimia, ansia, anedonia, aumento dell’aggressività e dell’impazienza, indifferenza verso gli altri. Fudala et al. (2003) non
    escludono, però che l’insorgenza di effetti collaterali di natura psicologica in chi fa uso di AAS, possa essere generata o amplificata dalla presenza
    di qualche cofattore esterno (eventi accidentali, uso di droghe).
  • Kindlundh e collaboratori (1999)
    attribuiscono la comparsa di disturbi psicologici di varia natura alle singole personalità dei soggetti che fanno uso di AAS.

Gli Autori riportano infatti che, tali disturbi possono comparire sotto forma di ansia, depressione, manie, psicosi, irritabilità, ostilità, aggressivit
e, persino, amnesia, schizofrenia, e comportamenti violenti.

  • Midgley e collaboratori (2001)
    hanno condotto uno studio sperimentale su un gruppo di atleti che fanno abitualmente ricorso a steroidi anabolizzanti (AAS), sottoponendoli a test
    psicometrici e confrontando i risultati con un gruppo di controllo. Le conclusioni, però, non sono univoche: Infatti, da un lato confermano che i
    consumatori di steroidi anabolizzanti hanno un minor controllo della propria aggressività rispetto al gruppo di controllo, mentre dall’altro
    sottolineano la necessità di studi sperimentali atti a stabilire se sia l’uso di steroidi a rendere aggressivi o se, invece, le persone aggressive
    siano attratte dall’uso di steroidi.
  • Pagonis e collaboratori (2005)
    hanno condotto uno studio su una coorte di 320 body-builders, a livello amatoriale-dilettantistico, suddivisa in tre sottogruppi: 160 facevano uso di
    steroidi anabolizzanti, 80 placebo, 80 non facevano uso di sostanze. Al campione sono stati somministrati test psicometrici dai quali è emerso una
    differenza statisticamente significativa tra il gruppo che faceva uso di steroidi e i due gruppi che non ne facevano uso, nella comparsa di effetti
    collaterali di natura psichica. I risultati, infatti, mettono in evidenza l’intensificarsi della comparsa di effetti psicopatologici quali aggressione
    ed ostilità nei body-buiders che utilizzavano AAs. Tale studio, inoltre, rileva come la molteplicità delle modificazioni psicologiche subite dai
    consumatori di AAS sia attribuibile alla varietà, al tipo, alle combinazioni , alle dosi e alla durata di tali sostanze.
  • Gallimberti e collaboratori (2004)
    documentano che i meccanismi d’azione a livello cerebrale degli steroidi anabolizzanti insieme ad altre sostanze come gli stimolanti si esplicano
    nell’aumento di dopamina cerebrale, con coinvolgimento del sistema dopaminergico di ricompensa (Reward System). Le sostanze d’abuso, tra cui il doping,
    finiscono con l’attivare questo sistema ritenuto il substrato neurobiologico più importante nell’indurre e nel mantenere gli stati di abuso/dipendenza.

Gli Autori evidenziano inoltre il fatto che l’uso di sostanze dopanti da parte di alcuni sportivi possa assumere le tipiche connotazioni di una
tossicodipendenza e, in quanto tale, sia determinato dalla commistione di fattori neurobiologici e psicopatologici.

  • Sotto l’aspetto comportamentale, come riportano Gallimberti e collaboratori (2004), il ricorso a sostanze d’abuso e l’estremizzazione
    in tossicodipendenza è riferito, anche se in modo forse riduttivo, al “rinforzo positivo che una determinata sostanza è in grado di associare ad un
    determinato comportamento”.
  • Dal punto di vista psicodinamico, sono numerosi i fattori che potrebbero spiegare il ricorso dell’uomo all’uso di sostanze. Kindlundh e collaboratori (2001), hanno preso in considerazione che uno dei tratti che si riscontra più frequentemente negli sportivi
    è la bassa autostima. E’ proprio in una bassa autostima che si possono ricercare le motivazioni di approcci sbagliati al mondo sportivo da parte di
    adolescenti e giovani.
  • Uzych (1992), Bahrke e Yesalis (2004) e Maravelias e collaboratori (2005)
    nell’affrontare gli effetti collaterali dovuti all’assunzione di AAS, documentano, in coloro che ne fanno uso, lo sviluppo di aggressività,
    fluttuazione del tono dell’umore, sintomi psicotici, paranoia e, in caso di sospensione, depressione.
  • Levandowski e collaboratori (1991)
    aggiungono anche la comparsa di una sensazione di invulnerabilità da parte del soggetto consumatore di AAS.
  • Kam e Yarrow (2005)
    documentano che l’utilizzo di AAS può favorire l’insorgenza di cambiamenti del tono dell’umore nel 48% dei soggetti che ne fanno uso e nel 5% dei casi
    sviluppo di mania o ipomania. Inoltre, in accordo con quanto precedentemente detto, esisterebbe una correlazione tra atteggiamento violento,
    antisociale e abuso di AAS.
  • Galligani e collaboratori (1996)
    evidenziano il crescente ricorso da parte di giovani atleti a steroidi anabolizzanti (AAS), hanno condotto uno studio sperimentale attraverso la
    somministrazione di un questionario anonimo a 70 bodybuilders. All’interno del gruppo, sono stati selezionati tre sottogruppi costituiti da consumatori
    abituali di steroidi anabolizzanti, soggetti che ne hanno fatto uso in passato e che non ne hanno mai fatto uso. Con lo scopo di esaminare i profili
    psicologici dei tre gruppi di atleti, gli Autori concludono riferendo che i consumatori abituali di steroidi anabolizzanti presentavano i punteggi più
    alti, rispetto agli altri due gruppi, per quanto riguarda il livello di aggressione verbale, paventando l’ipotesi che la somministrazione e ancor più
    l’autosomministrazione di AAS in dose massicce e per lunghi periodi di tempo possa indurre cambiamenti psicologici secondo meccanismi neurobilogici e
    suggerendo una stretta relazione funzionale tra gli androgeni e il meccanismo centrale della serotonina, come ragione degli effetti degli AAS sulla
    personalità.
  • Si cita ad esempio il fatto che negli Stati Uniti gli adolescenti che fanno uso di steroidi anabolizzanti prestano una elevata incidenza di
    comportamenti ad alto rischio, quali: guida in stato di ubriachezza, necessità di indossare sempre una pistola, mancato utilizzo del casco in moto, uso
    di altre sostanze illecite.

L’aspetto psicologico di più estrema entità correlato all’assunzione di steroidi anabolizzanti è rappresentato dal tentativo di suicidio. Al proposito, si
cita l’analisi condotta da Thiblin e collaboratori (1999), su otto casi di suicidio di individui maschi tra i 21 e i 33 anni, accomunati
dall’uso continuativo o discontinuo di steroidi anabolizzanti. Gli Autori, confermando che l’uso prolungato di steroidi anabolizzanti determini problemi di
natura psichica, che possono variare da perdita di controllo, a stati d’ansia, stati depressivi o maniacali di grave entità, sottolineano come questi
possano sfociare in tentativi di suicidio, nel caso di soggetti predisposti.


Altri possibili effetti collaterali

Il ricorso all’uso di sostanze illecite, come il doping, può presentare rischi che spesso vengono sottovalutati o meglio non considerati possibili da chi
ne fa uso. La letteratura scientifica riporta, oltre agli effetti collaterali sul sistema cardiovascolare e sul sistema nervoso centrale gia citati in
precedenza, altre complicazioni quali: traumatismi, epatotossicità, rischio di contrarre infezioni, e possibile insorgenza di neoplasie. Per comprendere
quanto questi rischi non possano essere sottovalutati si riportano alcuni studio al riguardo, raggruppati in tre grandi categorie.

TRAUMATISMI ASSOCIATI AL DOPING

La letteratura scientifica presente sull’argomento riporta la presenza di infortuni muscolotendinei molto gravi che vengono posti in relazione
all’assunzione di steroidi anabolizzanti. Il dato che deve far riflettere è la rarità degli infortuni in giovani atleti.

1991 Laseter e collaboratori
evidenziano il fatto che gli steroidi anabolizzanti associati con l’esercizio fisico possano indurre patologie a carico dei tendini. Avendo condotto
sperimentazioni su animali di laboratorio che esulano dalla presente trattazione, ma che hanno evidenziato una alterazione delle fibre di collagene legata
al consumo di steroidi anabolizzanti, gli Autori invitano a prestare particolare attenzione alla rottura spontanea di tendini in atleti che hanno assunto
grandi dosi di steroidi anabolizzanti.

1994 David
descrive il caso di un body-builder di 32 anni che ha riportato la rottura simultanea del tendine del muscolo quadricipite. Per dieci anni ha fatto uso di
diverse sostanze illecite, compresi gli steroidi anabolizzanti, per aumentare il fisico e la performance atletica. La rottura simultanea dei tendini è
rara; di solito è una patologia che di norma colpisce persone anziane obese, diabetiche o persone di 30-50 anni con insufficienza renale cronica o
iperparatirodismo. Gli autori ipotizzano alla luce degli studi effettuati su animali da esperimento che la causa sia da ricondurre all’uso degli steroidi
anabolizzanti che determinano modificazioni strutturali tessuto connettivo.

1995 Liow e Tavares
descrivono la rottura simultanea dei tendini del muscolo quadricipite. Escludendo condizioni generalizzate predisponenti quali: insufficienza renale
cronica, iperparatiroidismo in soggetti giovani o diabete e obesità in soggetti anziani, gli Autori concordano che probabilmente la rottura del tendine sia
da correlare con l’ingestione di steroidi.

1995 Freeman e Rooker
sottolineano che l’aumento della forza muscolare non significa automaticamente un pari incremento della robustezza del tendine:questo equivale a dichiarare
una predisposizione alla rottura tendinea. Laseter e Russell suggeriscono che l’utilizzo di steroidi anabolizzanti in associazione con esercizio fisico
potrebbe portare a displasia delle fibre collagene con diminuzione della forza del tendine. Questo case report suggerisce che la combinazione tra esercizio
fisico ed uso di steroidi anabolizzanti porta a distruzione del tessuto connettivo.

2001 Csizy M e Hintermann B.
riportano il caso della rottura del tendine di Achille in seguito ad un’iniezione locale di steroidi.

2003 Battista e collaboratori
documentano la rottura bilaterale del tendine di Achille in un body builder di 35 anni. Il soggetto aveva riferito, di aver fatto uso di androstenediolo.
circa un mese prima dell’incidente

DOPING POSSIBILE CAUSA DI NEOPLASIE

In questa categoria vengono presentati gli studi che hanno riportato casi di neoplasie correlate all’uso di sostanze dopanti.

Si ritiene che tali informazioni siano estremamente importanti e si auspica che invitino alla riflessione i giovani atleti che spesso, con troppa
superficialità, ricorrono a sostanze illecite.

1999 Froehner e collaboratori
documentano la presenza di una neoplasia testicolare (leiomiosarcoma) in un atleta di 32 anni che aveva sistematicamente fatto uso di steroidi per un
periodo di cinque anni. Gli Autori ipotizzano il possibile ruolo giocato dagli steroidi nello sviluppo di tale tumore e invitano a sorvegliare gli atleti
che hanno fatto uso di alte dosi di steroidi.

2000 Nakao e collaboratori
riportano il caso di un adenoma epatico multiplo diagnosticato in una giovane donna di 20 anni che per sei anni è stata farmacologicamente trattata con
steroidi anabolizzanti per curare l’anemia aplastica di cui era affetta. Gli Autori ipotizzano che il trattamento farmacologico a base di steroidi abbia
giocato un ruolo importante nell’insorgenza della neoplasia (benigna).

2005 Socas e collaboratori
riportano la possibile correlazione tra abuso di steroidi anabolizzanti ed insorgenza di patologia neoplastica in due body builders.

Il primo di 35 anni ha fatto uso di steroidi (sia per via orale sia per iniezione) per circa quindici anni senza accusare nessun disturbo. Sottoposto a
visita medica e ad accertamenti ematici gli viene riscontrato: un’epatomegalia (aumento del fegato), una alterazione dei parametri epatici (transaminasi) e
la negatività per il virus dell’epatite B e C. A seguito di un’ecografia epatica con biopsia gli viene diagnosticata la presenza di un adenoma epatico.

Il secondo caso riguarda un giovane atleta di 23 anni che aveva fatto uso di grandi quantità di steroidi anabolizzanti ed aveva presentato, circa sei mesi
dopo, diversi disturbi fisici. Gli esami di laboratorio hanno evidenziato alterazioni epatiche (aumento delle transaminasi), alterazioni renali (aumento
della creatinina e dell’azotemia) e alterazioni elettrolitiche; la risonanza magnetica ha mostrato un’epatomegalia e la presenza di un adenoma epatico.
L’adenoma epatico non è un tumore maligno, ma essendo molto vascolarizzato per la presenza di numerosi capillari, può andare incontro a rottura e
susseguente emoperitoneo, per questo motivo spesso necessita di intervento chirurgico.

Gli Autori concludono il presente lavoro correlando l’insorgenza di adenoma epatico con l’ingente assunzione di steroidi anabolizzanti.

DOPING POSSIBILI COMPLICAZIONI

In questa sezione, si vuole evidenziare come gli effetti collaterali dovuti al doping possano coinvolgere diversi organi ed apparati del corpo umano. A
tale scopo, si propongono i casi più significativi riportati in letteratura.

1994 Yoshida e collaboratori
descrivono il caso di un giovane sollevatore di pesi di 26 anni che, in seguito all’uso di stanozololo (steroide anabolizzante), ha presentato una grave
disfunzione epatica e un’insufficienza renale acuta. Gli accertamenti sanitari condotti hanno evidenziato: aumento della creatinina e della birilubina, la
biopsia epatica ha mostrato aree di degenerazione epatocitaria e fibrosi. Gli Autori associano l’assunzione di stanozololo allo scatenarsi del quadro
clinico nel giovane atleta.

1994 Wemyss-Holden e collaboratori
hanno studiato la possibile relazione tra abuso di steroidi anabolizzanti ed alterazione a livello del tratto urinario. Sono stati riscontrati, in un body
builder amatoriale di 49 anni, un aumento del volume prostatico, riduzione del flusso di urina e alterazione dello svuotamento. Gli Autori sottolineano la
necessità di approfondire tali conoscenze.

1995 Widder e collaboratori
riferiscono la presenza di endoftalmite da candida albicans dopo abuso di steroidi anabolizzanti, in giovane atleta di 24 anni. Esclusi i fattori di
rischio quali HIV, stato immunosoppresso, terapie immunosoppressive e utilizzo di droghe per via endovenosa, gli Autori hanno ipotizzano il ruolo degli
steroidi nella comparsa del quadro clinico anche se definiscono comunque poco chiaro il meccanismo.

1999 Rich e collaboratori
hanno notato, nella letteratura scientifica presente, una possibile correlazione tra uso di steroidi anabolizzanti e complicazioni di tipo infettivo. I
risultati ottenuti hanno messo in evidenza che tale evenienza non può essere esclusa in quanto sono stati riscontrati in atleti che facevano uso per via
intramuscolare : sia infezione da HIV (virus dell’immunodeficienza acquisita), HCV (epatite C), HBV (epatite B) per scambio di siringhe, che formazione di
ascessi di natura batterica (stafilococchi e pseudomonas) nelle sedi di iniezione.

2001 Pavlatos e collaboratori
nel loro articolo prendono in esame le conseguenze fisiche dovute all’assunzione di uno steroide anabolizzante (oxymetholone). L’ittero colestatico risulta
essere l’effetto collaterale più presente dovuto all’assunzione di tale farmaco, inoltre l’epatossicità è maggiore se preso per via orale e lo sviluppo di
peliosi epatica, assai rara, non è da escludere.

2002 Stimac e collaboratori
presentano il caso di un giovane body builder di 26 anni che in seguito all’assunzione di alte dosi, per via intramuscolare, di steroidi anabolizzanti
aveva presentato un quadro clinico di tossicità epatica tale da richiedere il ricovero in ospedale. I risultati degli esami di laboratorio hanno rilevato:
un aumento delle transaminasi (GOT/GPT), della birilubina, della ferritina in assenza di positività per i test dell’epatite. Negative si sono rilevate
l’ecografia e la Tac, ma la biopsia epatica ha evidenziato un’infiammazione portale con presenza di aree di necrosi (morte) epatocitaria. Gli Autori
concludono affermando che in assenza di altre cause di danno al fegato il quadro clinico è da ricondurre alle alte dosi di steroidi.

2003 Urhausen e collaboratori
hanno valutato l’andamento di alcuni parametri biochimici in atleti che facevano uso di steroidi anabolizzanti rispetto a quelli di atleti che avevano
smesso di farne uso. Dai risultati ottenuti su un campione di 32 body builder e sollevatori di pesi (17 “dopati”- 15 “ex dopati”) appare evidente che
coloro che continuavano a fare uso di steroidi registravano aumenti delle piastrine, dell’emoglobina, dell’ematocrito, di leucociti, bassi livelli di HDL
(fattori favorenti patologie cardiovascolari), inoltre si registrava aumento delle transaminasi ed alterazioni delle concentrazioni ormonali (testosterone,
estradiolo, LH, FSH) rispetto a coloro che non ne facevano più uso.

2005 Maravelias e collaboratori
nel prendere in rassegna la letteratura di riferimento sottolineano gli effetti collaterali a livello del fegato in seguito dell’assunzione di steroidi
anabolizzanti. In particolare si hanno: aumento degli enzimi epatici (transaminasi), ittero (aumento della birilubina nel sangue) colestatico , possibile
sviluppo di tumori e in rari casi epatite.

2005 Belli e Vanocore
hanno investigato nel loro studio le cause di mortalità in 24000 giocatori di calcio italiani dal 1960 al 1996. I risultati ottenuti evidenziano un alto
rischio per sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Nonostante, in letteratura, non sia chiara l’associazione tra questa malattia e lo sport, gli Autori
suggeriscono una possibile correlazione tra utilizzo di sostanze dopanti per aumentare la performance sportiva, supplementi dietetici e sviluppo di SLA.

2005 Moor e Khan
riferiscono per la prima volta la comparsa di un laringocele (estroflessione della mucosa) in un body builder di 36 anni che aveva fatto uso di steroidi
anabolizzanti e ormone della crescita. Il soggetto per la risoluzione dei disturbi presentati (raucedine e difficoltà respiratorie), si è sottoposto
inizialmente a trattamento farmacologico e in seguito ad intervento chirurgico endoscopico.

2006 Bates e Baylis
riportano il caso clinico di un giovane body builder, il quale ha necessitato di ricovero ospedaliero per gli effetti collaterali riportati dal consumo di
efedrina (stimolante) e sertralina (antidepressivo con azione di potenziare la sensazione di sazietà con conseguente perdita di peso). L’atleta ha
presentato una rabdomiolisi (necrosi delle cellule del muscolo) e una tossicità epatica, gli Autori riconducono all’uso contemporaneo delle sostanze il
quadro clinico.

FONTE: Commissione per la Vigilanza e il Controllo sul Doping e per
la tutela della salute nelle attività sportive.